Equilibrium on Ground Zero

Il guerriero è come un funambolo.
Mantenere l’equilibrio a 10 centimetri da terra è decisamente più facile che farlo a 1000 mt d’altezza.
La difficoltà quindi non è data tanto dal camminare in equilibrio di per sé, bensì dal farlo sapendo che il rischio che corriamo oscilla tra la follia e la morte.
Per quanto non sembri esserci differenza esterna, dentro al funambolo la consapevolezza del rischio dato da grandi altezze rivoluziona ogni passo, ogni respiro è vissuto pienamente. Ogni attimo si ammanta di un significato unico e intenso, e ciò che la sua impresa gli restituisce in termini di soddisfazione e consapevolezza, non ha nulla da spartire con l’allenamento a terra.
La paura cerca di insinuarsi per ostacolarlo, per indurlo in un errore che lassù risulterebbe sicuramente fatale. Egli però la ignora e non si ferma di fronte ad essa, ma la attraversa, fluido nella sua presenza.
Un unico intento inflessibile lo muove, quello di raggiungere l’altro capo del Filo.

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Le Chiavi Biologiche

In questo blog, diverse volte ho trattato delle c. d. Chiavi Biologiche (CB), cercando di trasmettere al lettore quello che ritengo essere una punto di vista verosimile delle cause che hanno portato alla nascita dell’uomo, così come oggi lo conosciamo. La teoria originale è di Terence McKenna che la presenta alla fine del secolo scorso e sta tutta nell’affermazione che la neocortex, il terzo cervello, sia il frutto fisico dell’azione delle Chiavi Biologiche (pislocibina et similia), ingerite per errore da alcuni primati del tipo Homo Sapiens. Continua a leggere Le Chiavi Biologiche

Highlander – L’Ultimo Immortale

Nell’articolo precedente (Karma – Il Tocco del Vuoto), ho cennato a un particolare meccanismo che il film Highlander – L’Ultimo Immortale (1986, diretto da Russell Mulcahy e interpretato da Christopher Lambert, Sean Connery, Clancy Brown e Roxanne Hart) ha, direi, sorprendentemente ben rappresentato.

In realtà, il film descrive, ancorché in modo violento, un fenomeno che può caratterizzarsi in forme diverse, ma che accade ogniqualvolta almeno un Burattino di una singola Parte Immortale (PI) entra in competizione (almeno all’inizio inconsapevole) con le altre marionette eventualmente coesistenti, mostrando di produrre Lavoro in direzione dell’Unione (v. La Chiusura del Cerchio e Anima). Continua a leggere Highlander – L’Ultimo Immortale

Karma – Il Tocco del Vuoto

Dite che, prima o poi, ci sarei dovuto arrivare? In effetti, sì. Era solo questione di tempo, forse un po’ troppo, ma il Karma è uno di quegli argomenti, per definizione, assai difficili. Ciò a dire che, soprattutto in ambito razionalista, l’idea del Karma induce talmente tanta paura e imbarazzo che i più l’ignorano e, se proprio sono chiamati a esprimersi in merito, lo fanno mal volentieri. In effetti, imbarazzo e paura sono immediatamente evocati sia dalla sofferenza che attraversa l’umano vivere sia, soprattutto, dal drammatico senso d’ingiustizia che coglie ciascuno di noi qualora si confronti con la morte o la deformità fisica o mentale, soprattutto neonatale. Continua a leggere Karma – Il Tocco del Vuoto

Chiocciola Onirica e Mondo 3D

Chiocciola Onirica

Questo lavoro intende fornire una descrizione più precisa dell’intero meccanismo che governa il trattamento delle informazioni oniriche da parte del nostro cervello. Nell’articolo Il Sogno Come Universo a Tre Dimensioni, la Chiocciola Onirica è descritta come serbatoio di memoria onirica, alternativo alla Chiocciola Mnestica (Doppio Mnestico) e inaccessibile durante la fase di veglia.

In realtà, trattasi di descrizione non del tutto corretta poiché tale spazio di memorizzazione è più esattamente rappresentabile come una buffer zone o zona cuscinetto, usata dal brain per immagazzinare le informazioni oniriche grazie, questo sì, alla descritta tattica Last In First Out (LIFO), ma che non sono destinate, se non nei casi specifici che vedremo, ad essere immagazzinate sotto forma di ricordi. Continua a leggere Chiocciola Onirica e Mondo 3D

Soffri Soffri Ti Vorrei Dissanguato Ai Piedi Miei

Tempo fa una persona mi ha chiesto se secondo me fosse indispensabile soffrire.
Ho risposto che sicuramente non lo è. La sofferenza è solo un prodotto dato dall’identificazione con le nostre macchine, o col nostro corpo se ci riferiamo a quella fisica. Nulla di più.
Ovviamente finché non troviamo il modo per trasmutarla essa, più che indispensabile, sarà inevitabile. O meglio … auspicabilmente inevitabile direi. Perché in effetti esistono molti modi per svicolarla. Ci sono tecniche di meditazione o (auto)ipnosi che permettono la disidentificazione dal proprio ego e addirittura dal proprio corpo permettendo davvero di bypassarla. Ma ciò è a mio parere deleterio.
E ho già accennato al perché in passato.
Mi accingo a spiegarlo meglio.

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Dialogo Interno

Il presente articolo tratta del Dialogo Interno (DI), ossia di un fenomeno che interessa ogni individuo e che è descrivibile come una costante confabulazione interiore, fatta di pensieri concatenati che sembrano nascere in modo spontaneo nella mente umana e che coprono sia l’intero periodo di veglia, sia le fasi REM del sonno. Di seguito, una breve legenda che illustra alcuni concetti che saranno usati in questo lavoro. Continua a leggere Dialogo Interno

Davide e Golia

Blackrock è una società d’investimento, la più grande al mondo. Gestisce un patrimonio di seimila miliardi di dollari. Se consideriamo che le entrate dello stato italiano nell’anno 2017 sono state di 568 miliardi di euro (fonte), pari a circa 698 miliardi di dollari, diviene evidente come il rapporto fra noi e Blackrock sia di uno a dieci. Continua a leggere Davide e Golia

Talking Heads … with Hearts

Siamo tutti combattuti dal pressante quesito se sia meglio ascoltare il cuore o la testa.
Troppo sovente li trattiamo come se fossero due entità in eterno contrasto tra loro che lottano per sopraffarsi a vicenda. E così è fintanto che rimaniamo all’oscuro di quel che invece essi rappresentano, ma soprattutto di quel che possono diventare per noi.
Essi sono i nostri migliori alleati.

Per giungere alla quiete totale in cui sarò libero di conoscere, devo abbandonare sia la pretesa di esserne capace, sia la mia convinzione in ciò che credo. Devo riuscire a vedere che credo ciecamente, e continuamente, in ciò che il pensiero o le emozioni mi dicono. Devo essere in grado di vedere quanto mi inganno, fino a vedere l’inutilità di tutto ciò, fino a vedere la mia povertà. Appare allora una calma e forse imparo qualcosa di nuovo. In ogni caso, è come aprire la porta. Tutto ciò che posso fare è lasciarla aperta. Ciò che ne verrà, non lo posso prevedere.
– J. de Salzmann, La realtà dell’essere

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La Bestemmia

Premessa

Deorum iniuriae diis curae (delle ingiurie agli dei si occupino gli dei), così gli antichi romani che della vita avevano compreso un bel po’. Poi, nel 380 d.c., il cristianesimo divenne religione ufficiale dell’impero e la bestemmia divenne un grave reato e, forse, non è un caso che 15 anni dopo, nel 395, alla morte di Teodosio I, lo Stato Romano conobbe la sua fine con la suddivisione in una parte occidentale e una orientale (parte occidentale che, per altro, sopravvive solo sino al 476, quando Odoacre depone Romolo Augusto, l’ultimo imperatore … che dire, ‘sti cattolici so’ proprio ‘na iattura). Continua a leggere La Bestemmia