In cammino… sul filo del rasoio

Per capire meglio questa serie di considerazioni, è opportuno leggere innanzitutto la Teologia della Liberazione.

L’intento di questa sorta di diario, è quello di fornire una esperienza diretta di una vita qualunque che entra in contatto col Filo del Rasoio.

Prologo

Checchè ne dica Aristotele, l’uomo è un bipede presuntuoso. Ci vogliono anni e anni di addestramento, più o meno consapevole, per diventare un bipede ridens.

Chi ha avuto la fortuna, come me, di imbattersi sul filo del rasoio, aveva già capito l’importanza della risata, ma solo attraverso l’addestramento, la affiniamo e ne capiamo lo scopo. Ma andiamo con ordine.

Durante l’adolescenza, ho imparato a soffrire, a volte anche volontariamente, ma tutta quella sofferenza cresceva di pari passo con l’importanza personale. “Soffro, ergo sono…figo!”. Gonfiavo l’ego, per giustificare il fatto di essere diventato un disadattato incapace di ribellarsi alla tirannia del padre.  Vestivo la maschera del misantropo asociale e anche un po’ misogino, per nascondere la mia inettitudine, la mia limitatezza, la mia paura di e del potere.

Sulla soglia dei venti anni mi imbattei nel filo, ma non ero pronto. L’avevo presa come una sfida, ma verso uno scopo sbagliato, quello di isolarmi ancora di più, di sentirmi un eletto come Neo in Matrix. Tuttavia, ero solo una canticchiante e danzante cacata dell’umanità.

Ritorno al filo

Dopo questa prima fase, in cui il filo ovviamente non mi aveva dato nulla perchè ancora non ero pronto a farmi del male sul serio (oh però a ridere ero fortissimo eh, e i sogni ho iniziato ad abbandonarli passo dopo passo), ho iniziato a camminare.

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Anzi, prima di tutto, ho avuto l’intento fortissimo di tornare in contatto col vecchio pazzo, il quale puntualmente, neanche fosse lì a spiarmi, mi ha chiamato dopo pochi mesi, per ricordarmi chi potevo non essere.

Prima di raccontarvi dove mi ha portato quel vecchio, in questi ultimi 15 mesi, vorrei ingolosirvi dicendovi che, l’aver cominciato a camminare mi ha portato in poco tempo a uccidere un paio di vecchi tiranni, farne trasferire uno altrove, cambiare lavoro, perdere 10 kg, conoscere persone importantissime almeno per me… ma poi vi sembrerei nuovamente presuntuoso anche perchè non vi nascondo che tutto questo è stato possibile solo dopo aver lottato e fatto a pezzi tante false personalità, col sorriso sulla bocca, e con i segni delle frustate di una strega sulla schiena.

In Cammino

Nel Gennaio del 2015, mese più mese meno, sono sceso dal mio letto a soppalco e, senza pensarci due volte, ho lasciato la macchina parcheggiata per muovermi a piedi verso il luogo del mio vecchio lavoro, a circa 2-3 km di distanza. Un cazzo, penserete voi. Perfetto: iniziate a muovervi, e vedrete quello che succede. (CONTINUA…)

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