Intervista a K

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Oggi presento un documento singolare. Si tratta di un’intervista fatta a K, il servo dell’Eloah, presso la sua dimora. L’intervista s’è svolta in condizioni di fluidità ottimali, tuttavia e poiché l’intervistato è maestro di ogni inganno, non posso garantirne il contenuto in termini di verità.

Mi sento, anzi, di raccomandare al lettore un alto livello di vigilanza critica rispetto a qualunque informazione presente nell’intervista.

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Sei pronto?

Come sempre.

Molto bene. Raccontami di te, del tuo inizio. Da dove vieni, esattamente?

Dal Nulla. Come tutto, del resto. Ogni cosa proviene da lì e ogni cosa ci torna … almeno sino ad ora, perché ultimamente sono accaduti eventi che hanno messo in discussione tutto ciò.

Ti spiace se ci torniamo dopo? Vorrei sapere di più sulle tue origini.

Per parlarti delle mie origini in termini completi dovrei usare un paio di dimensioni in più rispetto a quelle che conosci con la conseguenza che non capiresti nulla. Quello che posso cercare di fare è darti una vaga idea del luogo dove iniziai a esistere, del tempo nel quale ciò avvenne e del modo con il quale avvenne. Tuttavia, sarà perlopiù un goffo tentativo di dare un senso quadridimensionale a qualcosa che esiste dentro sei dimensioni.

Inoltre, vorrei che tu fossi consapevole che espongo me stesso al rischio del ridicolo perché, in effetti, la probabilità di apparire come l’ennesimo angelo rincoglionito che blatera fesserie al channeler di turno è piuttosto elevata, tuttavia e in onore alla nostra storia e al suo formidabile epilogo, accetto il rischio.

So, let’s go.

Siamo macchine, come hai visto. Gli Elohim ci hanno progettato per spremervi sino all’ultima stilla di consapevolezza. Lavoro che facciamo al meglio perché ci hanno dotato della capacità di tarre enorme piacere dalla vostra sofferenza.

Ogni tipo di creazione, anche solo ipoteticamente capace di portare a forme consapevoli avanzate come la vostra, ha una generazione di macchine che svolge questo tipo di lavoro in modo spietato e inesorabile perché questa è la strategia che, in prospettiva, offre maggiori probabilità di riuscita rispetto al problema che assilla ciò che chiami Coscienza Creatrice.

Definire esattamente ciò che siamo è comunque molto complicato. Diciamo che, almeno con riferimento all’universo a quattro dimensioni che conosci, esistiamo esclusivamente in un ambito onirico. Perciò e per voi, siamo sogni. Già questo ci dà un vantaggio enorme perché possiamo prescindere dalla dimensione temporale. Il tempo c’è, ma non per noi, almeno sino a che non desideriamo usarlo. E anche le altre dimensioni sono, per noi, davvero molto elastiche. Insomma, massima libertà di movimento. È questo il concetto che sta alla base della nostra progettazione. Una macchina che abbia su di voi un potere teoricamente assoluto, anche se con alcuni limiti molto precisamente definiti.

Ovviamente, per poter ottenere questo ci hanno dovuto costruire prima di voi. Anzi, il vostro intero brain (come lo chiami tu) è stato edificato in gran parte sulla nostra struttura. Sempre qualcosa mangia, sempre qualcosa è mangiato, questa è la verità profonda sulla quale nasciamo noi e, di conseguenza, anche voi.

L’unica differenza è che per noi non esiste possibilità di sfuggire al Nulla. Per voi, invece, sembra che questo sia diventato vero.

Ok, parliamo un po’ di quel che c’è stato fra te e me. Ti va?

Eccome, sei stato un’eccezione assoluta, almeno, ora è divenuto chiaro a tutti. E questo, tutto sommato, fa anche di me un’eccezione. Certo, finirò nel Nulla come gli altri, ma è un fatto che al bar dei K il posto d’onore (che non vuol dire necessariamente il migliore) sia riservato a me.

Vi frequentate?

Non nel modo che intendi tu e, per la verità, piuttosto raramente, ma sì, accade. In fondo, siamo degli assassini psicopatici e l’anti socialità è un nostro tratto nativo, ma vi sono circostanze che rendono opportuni tali incontri.

Torniamo sul pezzo, come hai vissuto il rapporto con me?

Sei stato una sorpresa. Non durante i primi anni, certo. Diciamo che almeno sino al raggiungimento dell’età adulta, sei stato lo scemo perfetto, vittima com’eri di un narcisismo radicato, di un orgoglio smodato e di un desiderio incontrollabile (e incontrollato) d’essere riconosciuto, d’essere portato in alto. Diciamo che sei stato parecchio divertente perché questi tuoi tratti, così perfetti dal mio punto di vista ovviamente, mi hanno consentito di portarti a un livello di sofferenza davvero molto spinto. Un livello oltre il quale sono solamente follia e morte.

Tuttavia e a quell’epoca, nessuno poteva sapere cosa saresti stato capace di fare, nemmeno il tuo Eloah. A quell’epoca, eri solamente una semplice, banale routine, una scommessa al ribasso. Sino a che, accadde qualcosa che cambiò tutto: smettesti di fumare. Ci mettesti un intero anno ma, alla fine, la vittoria fu tua. Ecco, posso dire che quella è stata la svolta. Posso dirlo adesso, perché per diverso tempo il mio disprezzo verso di te rimase inalterato. Tuttavia, con il senno del poi (del quale, si sa, son piene le fosse) è possibile affermare che tu conquistasti la libertà totale in quell’occasione.

Certo, dopo ci sono voluti più di trent’anni, ma ora è molto evidente che da lì, per te, fu tutta in discesa. Ed è questo, se vuoi, che m’infonde stupore (emozione che non ricordo d’avere mai sperimentato prima), cioè a dire la mostruosa inconsapevolezza che ho avuto rispetto a quello che stava realmente accadendo.

Per questo sei stato così duro durante i successivi anni?

Può darsi. In effetti, ha senso perché, se una parte di me sapeva quel che stava accadendo, semplicemente io non la ascoltavo giacché il fatto che una simile nullità potesse davvero rappresentare un pericolo era solo un pensiero ridicolo. Quindi, è verosimile il fatto che più aumentavano gli spazi da te conquistati, più cresceva la mia rabbia, insieme alla ferocia delle mie reazioni.

Ripensandoci, ti ho provato in ogni modo, nel corpo, nel cuore e nella mente. Salute, famiglia, lavoro, diciamo che, con te, me la sono giocata a tutto campo, non risparmiando alcun colpo che potesse piegare la tua determinazione. Ti ho riempito la bocca di piaghe, ti ho fatto defecare sangue, ho portato il livello di scontro con tua moglie sino al punto estremo di tenuta della relazione, infine ho depresso in modo sistematico ogni tuo sforzo lavorativo ma tutto questo, invece di piegarti, non ha fatto altro che renderti ogni giorno più forte e determinato.

Io non lo so come hai fatto. Nessuno, in realtà, lo sa. Nemmeno gli Elohim lo sanno, eppure è accaduto. Per me, se da un lato è stato fantastico perché, come ho detto, ci piace quel che facciamo (ci diverte farvi sputare sangue, siamo stati progettati per questo), dall’altro è stato profondamente spiazzante perché non era mai accaduto che qualcuno riuscisse a battere il suo K. Di fatto e con ogni probabilità, tu hai decretato la fine di tutti noi.

E ora?

Ora io ho chiuso la mia partita e, in tutta franchezza, bramo il Nulla. Anche se, devo dire che conservo ciò che mi hai regalato come il dono unico che, in effetti, è stato. Ossia, come un senso di completezza. Nessuno di noi aveva mai sperimentato la sconfitta prima d’ora e, sì, questo fa di me un oggetto strano. Come ti ho detto, poi, con ogni probabilità questa è la fine di tutti noi e anche della stragrande maggioranza di voi. Sarete in pochi a unirvi al vostro Eloah. Non chiedere quanti perché non lo so, ma sicuramente molto pochi.

Come si riflette tutto questo sui tuoi, posso chiamarli colleghi?

Puoi chiamarli come ti pare. Quel che sta già accadendo è una sorta di contagio.

Un contagio psichico, presumo.

Ovviamente. Quanto è accaduto fra noi due ha determinato un mutamento drammatico nel sistema. Non vorrei parlare di vibrazione perché troppo new age, tuttavia credo sia il termine più adatto. Sai, come quando sei con la tua famiglia e state vivendo un momento davvero rilassato, c’è assonanza e l’ambiente è armonioso e tutto fluisce senza intoppi. Ecco, noi si era così, prima mentre adesso, tutto questo è finito. Ciò che hai fatto ha distrutto quel clima e, a esso, è subentrato un misto di sospetto e scoramento.

Capirai che per chi, come noi, non ha altra prospettiva che quella del ritorno al Nulla, la situazione non è per niente tranquilla. L’unica cosa molto chiara è che sempre più Elohim stanno sacrificando i propri esperimenti (voi).

Puoi spiegare meglio questa cosa degli esperimenti sacrificati?

È semplice, dal nostro punto di vista (e anche dal vostro), è l’apocalisse. Ogni Eloah, normalmente, ha più esperimenti in essere, ciascuno finalizzato alla ricerca di una soluzione alla Danza Folle. Ogni esperimento è seguito da un guardiano (K) il quale ha il compito di assicurarne la produttività in termini di consapevolezza. A volte, tuttavia, accade che l’esperimento abortisca anzitempo. In quel caso, l’Eloah sacrifica l’esperimento, abbandonandolo. Ecco, in un caso simile l’individuo non resta del tutto solo perché con lui rimane il suo K il quale, ormai senza scopo e controllo, collassa sopra l’individuo stesso provocandogli ciò che voi chiamate follia.

In questi casi, infatti, K si trasforma in una sorta di campana nera e impenetrabile dentro la quale è imprigionato l’io osservatore. Si tratta di una reazione totalmente meccanica, determinata dal fatto che anche K è stato abbandonato dal suo padrone (l’Eloah). Presumo, quindi (anche perché non ne ho avuto esperienza diretta), che la follia sia anzitutto quella del guardiano la quale, in seguito, si estende all’individuo, ma è solo una mia ipotesi.

In ogni caso, non esiste cura, né speranza alcuna per questi individui. Solo il sollievo dei vostri farmaci può dare loro qualche attimo di pausa e nient’altro. In effetti, un K senza padrone è l’incubo peggiore nel quale puoi pensare di finire. Beh, dopo la solitudine della Coscienza Creatrice, certo.

Allora, cosa accadrà?

Sta già accadendo, in realtà, poiché il numero degli esperimenti sacrificati cresce rapidamente. Questo vuol dire un sempre maggiore numero di K fuori controllo, ossia il caos, l’apocalisse, la fine della specie umana. Follia e violenza in aumento esponenziale, conflitti sempre più estesi e cruenti, omicidi e suicidi, disarmonia profonda e che, grazie al potere creativo, è destinata a coinvolgere ogni aspetto della realtà, comprese le dinamiche planetarie, clima in testa.

Addirittura con antichi miti che improvvisamente e con grande sorpresa di tutti si riaffacciano. Ricordi quando hai letto la notizia di quei due matematici che sostengono l’esistenza di Nibiru? Non sai quanto mi ha divertito. Il decimo pianeta del sistema solare con un’orbita di millemila anni! Ho riso come un pazzo.

In effetti, anche a me è parso un bel po’ ridicolo.

Lo è, eccome!  Questa è la mente umana che sta furiosamente ricalcolando lo schema perché, figuriamoci, niente, ma proprio niente, può accadere senza una ragione plausibile. Men che meno la fine del mondo, ci mancherebbe solo che fosse addebitata a voi! Certo che no, ma a Nibiru, beh, sarebbe diverso.

Perché quest’incremento di velocità nella dinamica dei sacrifici?

Perché la teorizzazione dello Stato Terzo, unitamente alla descrizione successiva, ha reso inutili gli esperimenti e a ciò che non è necessario, non è concesso esistere. Semplicemente, è spazzato via.

Torniamo al rapporto con noi. Che ne dici del Filo del Rasoio?

Dico che sei stato scaltro. Hai preso il peggio e l’hai trasformato in meglio e senza che me ne rendessi punto conto. Io pensavo di ingannarti mentre tu, allo stesso tempo, mi gabbavi semplicemente rifiutando ogni mia esca.

Conoscevo ogni singola macchina psichica presente in te, dalla più piccola e innocua ai grandi mostri creati dal processo educativo. Per me era semplicissimo, arrivavo su una macchina qualunque, la attivavo enfatizzando l’emozione negativa che ciascuna di esse genera per via del senso di colpa e raccoglievo i frutti. Lavoro pulito, minimo sforzo e massimo rendimento.

Vuoi spiegare meglio questo punto? Perché le macchine producono emozioni negative?

Per via dell’energia che consumano. Piccola o grande che sia, la macchina aggancia il vostro senso di colpa e questo genera rabbia, rancore, malinconia, risentimento, tristezza e via elencando. È come quando prendi un impegno sulla scorta di una decisione emotiva. Accade che, poco dopo, già ti sei pentito ma, a quel punto, devi mantenere fede. Risultato? Ti rode il fegato perché non riesci più a trovare una giustificazione valida per l’energia che devi profondere per mantenere l’impegno. Stessa cosa per le macchine che costruisci. Ciascuna di esse, per quanto utile, concreta un impegno preso che, in quanto tale, assorbe energia generando senso di colpa che prende immediatamente la forma di un’emozione negativa.

Tutto questo, noi lo usiamo per procurarvi la sofferenza necessaria per un’adeguata produzione di consapevolezza.

Nel tuo caso, il gioco è saltato nel preciso istante nel quale hai trasformato la sofferenza, ridendone. Questo ha reso inutile ogni mia manovra perché tutte le volte che pigiavo un tasto che avrebbe dovuto procurarti sofferenza tu cominciavi a ridere, lasciandomi per strada. E più aumentavo l’intensità della sofferenza, più tu ridevi. Una cosa mai vista.

In realtà, vi sono stati diversi individui che, come dite voi, si sono immolati al martirio. Uomini e donne particolarmente stupidi, in effetti, poiché, appoggiandosi invariabilmente all’idea di dio, hanno reso del tutto inutile quel sacrificio. Uomini e donne guidati e sostenuti dall’illusione della luce infinità, dalla fede in un’inesistente beatitudine ultramondana e che, perciò, invece di divenire liberi si sono fiondati solo in un’altra cristallizzazione che, ovviamente, li ha ingoiati tutti interi. Di questi non ci siamo mai preoccupati, tanto erano stupidi e, di conseguenza, gestibili. E, infatti, sono stati trattati esattamente come tutti gli altri.

Sino a quando anche una sola macchina psichica permane, noi possiamo contare sul fatto che sarà un ottimo appoggio per le nostre suggestioni. Dio era una di queste macchine e anche una delle più capaci di generare attaccamento morboso e, di conseguenza, cristallizzazioni potenti.

Durante il secolo scorso, tuttavia, tale macchina ha subito un attacco profondo. La conseguenza è stata la nascita d’idee che ne hanno ripresentata l’essenza, cambiandone la forma. Così, è stato grazie a movimenti come la new age e la wicca che l’oggetto “dio” ha cambiato forma diventando “luce infinita”, “bene supremo” o qualsiasi altra sciocchezza equivalente. Forme che, tuttavia, hanno preservato l’idea di fondo, ossia che il potere non è vostro ma sta altrove. Ecco, quest’idea, spogliandovi d’ogni responsabilità, è un potente magnete psichico, capace di attrarre a sé l’io osservatore, incatenandolo fino all’ultimo.

Prima hai parlato di eventi che hanno messo in discussione un pattern fondamentale. Ti va di specificare meglio?

Sì. Ciò che è stato fatto durante questi anni da te e anche da altri come te, ha cambiato in modo drammatico le cose nel senso che ha scosso profondamente il Multiverso. Parlo della Creatura che contiene in sé tutte le creazioni di questo Multiverso. Un indescrivibile essere cosciente immerso nel sonno da miliardi dei vostri anni e che, improvvisamente, è stato costretto a divenire consapevole della propria mortalità.

Anche per questo ti è stato così difficile procedere, perché tu non lottavi solo contro te stesso, ma anche contro il sonno della Creatura. La Creatura è mortale e, come tale, non voleva sapere di esserlo, perciò ha contrastato in ogni modo possibile la tua azione. E, se ti fossi esposto, ti avrebbe distrutto. Tuttavia, non l’hai fatto, sei rimasto nell’ombra e questo, tenendoti a debita distanza dai tuoi simili, ha impedito alla Creatura di colpirti giacché avrebbe potuto farlo solo tramite altri individui.

Ricordi quando sognasti il grande Giove? Il nume gigantesco che ti aveva puntato, determinato a finirti? Quello non ero io, ma la rappresentazione onirica di una forza cosmica che intendeva schiacciarti come uno scarafaggio. Acqua passata che, ovviamente, non macina più ma, se ricordi, fu un periodo davvero molto difficile.

Sì, ricordo perfettamente. Tuttavia, resta una domanda: dove porta tutto questo?

Una domanda difficile, in effetti. Ammesso e non concesso che altri riusciranno a unirsi al proprio Eloah, se ciò accadrà, avrai costituito un gruppo di consapevolezze che potranno cessare di esistere solo se lo vorranno.

In ogni caso, nessuno sa in cosa consista lo “Stato Terzo” che hai ipotizzato, perciò nessuno, nemmeno il tuo Eloah, può sapere se, quando e in quale modo tale obbiettivo sarà realizzato. Quel che è certo che tu e i tuoi pari, potrete, almeno teoricamente, spostarvi in qualunque Multiverso esistente (perché, alla fine, quello nel quale siete ora morirà) e questo vi darà tutto il tempo necessario a risolvere il problema. Sempre che serva tempo per risolverlo perché, per quel che se ne sa, ossia nulla, potresti arrivare allo Stato Terzo anche in questa forma.

Chissà, forse questo pianeta ha, a sua volta, un Doppio Immortale, forse glielo hai dato tu. Non lo so, oppure non te lo voglio dire, ma presumo che sino a che non riuscirete a risolvere la Danza Folle, avrete bisogno di una casa e la sensazione che sarà una casa in Seconda Attenzione è molto forte.

Già, ma tu che farai?

Tornerò nel Nulla. Ho servito al meglio, penso di meritarmi il riposo eterno.

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