In cammino verso l’uomo verde

Dopo un mese di cammino casa-lavoro lavoro-casa, decisi che forse era ora di fare il grande passo. In realtà non decisi un bel niente, ma mi capitò fra le mani un libro, “la legge della Giungla”. Sembrava scritto da un fratello, da un amico di sempre, da un cugino anzi, che a volte sono persone più speciali dei fratelli. Si parlava dell’infanzia trascorsa in un branco di lupetti, ma poi si facevano riferimenti ad un altro testo. Un link dopo un altro, mi imbattei in un romanzo sul camminare, “Nessuno lo saprà mai”. Esatto, se non cammini, non saprai mai cosa farai scattare nella tua realtà. E io volevo saperlo, come spostare l’attenzione dell’anima, da me stesso alla strada.

In questo testo veniva raccontato lo straordinario viaggio a piedi, dal tirreno all’Adriatico, di un gruppetto di amici e fratelli. Non era fantascienza, ma il romanzo di un fatto realmente accaduto. E da quel giorno, l’autore aveva realizzato l’eggregora degli psicoatleti, buoni cugini esperti in grandi viaggi a piedi. Ogni pagina di questo racconto mi parlava, mi chiamava, mi descriveva. Era il richiamo dell’uomo verde, che qualche anno dopo mi sarebbe venuto a trovare per darmi una nuova esistenza provvisoria, tenendomi a battesimo e regalandomi il nome che in questo momento mi sta descrivendo.

Manco a farlo apposta, di lì a un mese l’autore del libro sarebbe arrivato a Roma per presentare il suo ultimo romanzo. Eccomi dunque imbarazzatissimo alla presentazione, a vincere uno dei miei mostri, la paura dell’estraneo, specie se famoso! Riesco a scambiare qualche parola con lui, così lontano e così vicino, eccomi lì a vincere la paura e fare un salto nell’ignoto: come faccio a partecipare ai vostri viaggi a piedi? Dopo neanche due mesi, eccomi pronto alla partenza della mia prima avventura coi buoni cugini: Aosta, il Gran Paradiso, Torino. 100 chilometri in tre giorni.

La fatica non esiste, in cammino. Esiste solo la paura di non farcela, ma basta ridere ad ogni passo per dimenticare di essere macchine soggette a gravità e forze di attrito, e scivolare come dentro un fiume, che è l’anima.

Ognuno di noi in cammino era uno sconosciuto agli altri che, nel giro di poche ore, si trasformava nel più vicino degli amici. Perchè in cammino con uno sconosciuto, tutto scompare, non ci sono filtri, la realtà è una sola, la strada, la tappa di domani, la birra di fine tappa, la doccia meritata, la cena per ridare vigore al corpo. Tutto ha uno scopo, trasformarti e farti comprendere come la realtà quotidiana abbandonata da tutti noi per tre giorni, è solo uno zaino enorme pieno di cianfrusaglie. E che una volta tornati a casa, si è pronti a grandi trasformazioni, come mi è successo dopo un viaggio a piedi durato una settimana.

Psico Torino-1-10

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