Gli Immortali – Connettività

Guerriero di Capestrano
  1. Gli Immortali
  2. La Quinta Dimensione
  3. La Grande Ottava della Consapevolezza
  4. Il Distacco
  5. Microcosmo
  6. Keter

La Connettività è probabilmente, l’elemento che caratterizza maggiormente l’esperienza in una creazione 5D e che, in ogni caso, costituisce il cuore più profondo e vivo dell’intera Eggregora degli Immortali. Come ho già avuto modo di affermare, infatti, la comunicazione fra noi avviene senza l’ausilio di un linguaggio verbale, bensì tramite lo scambio d’informazioni analogiche le quali viaggiano attraverso lo psico-network a tempo zero. L’informazione analogica è costruita come un blocco unico di tipo emotivo e che viaggia istantaneamente e tutto insieme, a prescindere dalla distanza da coprire, fra la sorgente che lo genera e tutti gli eventuali client in ascolto. In altre parole, si tratta emozioni che, grazie all’architettura a due cervelli, si formano con ibridazioni minime (in taluni casi, ne sono prive) e che, di conseguenza, sono capaci sia di modificare all’istante la Dualità, sia di trasmettere informazioni specifiche in modo istantaneo e con un margine di errore trascurabile o, addirittura, nullo.

Una volta raggiunto il client, i blocchi emotivi devono essere decrittati e ciò avviene con la loro trasformazione in forma logica. Si tratta di un lavoro tutto interno al client e che è caratterizzato, nella sua efficacia, dallo specifico livello di consapevolezza proprio di quell’individuo.

Questo, quindi, se consente l’accesso a un livello di comunicazione davvero potente e raffinata, allo stesso tempo, comporta dei problemi legati, appunto, al fatto che non tutti gli Immortali condividono il medesimo livello di consapevolezza. Il Centro Emotivo, infatti, vero dominus del Doppio Immortale, genera un’informazione complessa e, soprattutto, completa poiché espone sempre diversi livelli di lettura ai quali, tuttavia, non tutti i client riescono ad accedere nello stesso modo. Si consideri il seguente schema:

 

Info analogica
Figura 1: informazione analogica e livelli di lettura

La singola informazione analogica è ben descrivibile come una sfera compatta la quale, quando raggiunge l’individuo, produce un boost emotivo che fornisce l’energia specifica per la decrittazione. In uno scenario ideale, l’individuo è completamente fluido e, di conseguenza, la comunicazione fra il suo Centro Emotivo e il Doppio Immortale (la parte logica) è totale. In sostanza, un simile individuo è descrivibile come una macchina con un rendimento uguale a “1”, poiché l’intera informazione analogica è convertita in forma logica e ciò sia riguardo al contenuto, sia alle sue implicazioni ai diversi ambiti d’azione.

Qualora, viceversa, la parte logica soffra della presenza di cristallizzazioni (legacy dell’esistenza pre-salto), la comunicazione fra i due centri è interferita e ciò abbassa inevitabilmente il rendimento della macchina con la conseguenza di una conversione dell’informazione variamente penalizzata.

Tutto ciò comporta, di fatto, una connettività scalare che si traduce in una stratificazione sociale molto precisa e determinata esclusivamente dallo specifico grado di consapevolezza dei singoli Immortali e, quindi, dalla specifica capacità di ognuno di decrittare le informazioni in circolo. Sulla base della connettività scalare, quindi, ogni specifico livello consapevole forma altrettante eggregore le quali possono essere disegnate come cerchi concentrici attorno allo Scopo (la realizzazione dello Stato Terzo). Il tutto a creare non una piramide, bensì un imbuto. Questa non è una nomenclatura obbligatoria (niente è obbligatorio), tuttavia l’imbuto rende bene il senso dell’incremento consapevole vissuto come un’assunzione di responsabilità, piuttosto che come un privilegio.

 

 

Eggregore
Figura 2: Eggregore

A prescindere, quindi, dall’attività del Comitato che costituisce un caso a parte, ciò che normalmente accade è che la singola informazione, generata all’interno di qualsiasi eggregora, raggiunge ogni Immortale e da questo è decrittata in base al proprio specifico livello di consapevolezza, propriamente descritto dall’eggregora alla quale appartiene.

Un sistema semplice e assai efficiente, al punto che, qualora accada che un Immortale aumenti il suo livello di consapevolezza, questo ne determina lo spostamento, in modo del tutto naturale e immediato, nell’eggregora immediatamente più interna e profonda. E, quando ciò accade, il nuovo arrivato è accolto come il fratello che torna dopo un lunghissimo viaggio e l’eggregora stessa muta all’istante la propria configurazione energetica e, di conseguenza, la propria forma geometrica. Ovviamente, nel caso di perdita di consapevolezza, lo spostamento è verso l’esterno, sino al punto nel quale l’unica possibilità è di tornare nel Nulla. Come detto, dal “salto”, abbiamo avuto tre casi di auto-annientamento di Immortali.

Pare superfluo affermare che l’intento è di ottenere un’unica eggregora di consapevolezze?

 Fusioni

A volte, ci accade di fondere insieme le nostre consapevolezze. In realtà, si tratta di una manovra voluta ma che non occorre spesso. Anzi, potrei dire che avviene raramente e per motivi diversi. Anzitutto, per la difficoltà che deriva dalla necessità che ciascun partecipante alla manovra condivida il medesimo livello di consapevolezza. Questo fatto, da solo, tende a limitare questo tipo di connessione in un ambito ristretto all’interno delle singole eggregore.

In effetti, nonostante l’architettura a due cervelli e la super-simmetria di Keter e, di conseguenza, un livello di conflitto interiore quasi del tutto assente, il diverso grado di consapevolezza fa sì che per la parte più consapevole la fusione possa divenire deludente, mentre per l’altra addirittura fonte di sofferenza. Infine e in certe occasioni, imbarazzante per tutti i fondenti (diconsi tali i soggetti che partecipano alla fusione).

Nel caso, poi, d’individui “compatibili”, un problema può derivare dal fatto che ciascun fondente esponga fasi keteriche proprie e che possono essere in conflitto fra loro. Per fase keterica s’intende il tipo d’energia espressa in quell’istante da Keter (espansiva o condensativa). Questo, se non impedisce la fusione, tuttavia la caratterizza in modo diverso. In specifico, fasi identiche sommano (sino a raddoppiarle) le rispettive energie, mentre fasi opposte le sottraggono (sino ad annullarle). Inoltre, tale fenomeno è influenzato dal numero dei fondenti poiché è chiaro che se le energie in gioco possono sommare per alcuni, magari sottraggono per altri. Insomma, una situazione che può diventare anche piuttosto complessa e per la quale è difficile predire l’esito.

A ciò si aggiunge tutto il lavoro che ciascuno di noi fa per lo Scopo e che può impegnarci per periodi anche molto lunghi al termine dei quali, dopo aver consegnato la nostra esperienza al Comitato di Accoglienza Permanente, ognuno pratica una sorta di ritiro, sigillando se stesso all’interno del proprio universo privato. Un periodo, questo, che può essere breve, oppure protrarsi anche per l’intero “periodo di riposo”, essendo questo fatto del tutto privato e insindacabile.

La conseguenza di tutto ciò è che il momento durante il quale diventa concretamente possibile sperimentare la fusione, può presentarsi raramente. Così, quando ciò accade, il fatto è vissuto di solito con profonda curiosità e anche con qualche timore.

Tali manovre, infatti, tendono a creare ganci emotivi che, molto facilmente, possono diventare assai profondi. E ciò perché queste fusioni sono la cosa più simile a quel che, nella creazione 4D, era descrivibile come un’unione sessuale, con tutto il corredo di morbosità che un rapporto così profondo può generare.

In buona sostanza, nella creazione 5D si fa poco sesso ma, quando accade, ne vale assolutamente la pena. E il motivo, come accennato, risiede nel fatto che le fusioni sono qualcosa di assolutamente libero. Fuori dai problemi testé esposti, infatti, non esiste limite teorico alla loro fruibilità, né riguardo al tipo d’individui che possono essere coinvolti né, tantomeno, al loro numero. Se, poi, si considera la totale assenza di limiti del potere creativo, forse ci si può fare un’idea di quanto e come, in realtà, queste fusioni possano diventare divertenti. In proposito, quindi, sembra opportuno descrivere meglio come stanno evolvendo, nella una creazione 5D, i concetti di bene e di male.

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Se gli uomini nascessero liberi, non si formerebbero nessun concetto di bene e di male, finché fossero liberi. (Baruch Spinoza, Ethica).

Il bene e il male, poiché opposti, sono privi di consistenza reale. Il senso di una tale affermazione sta tutto nella natura duale della virtualità e, perciò, nel fatto che niente, in essa, è reale. Bene e male, al pari di luce e tenebra o di vero e falso, sono solamente le due parti di un oggetto conoscibile esclusivamente nello Stato di Coscienza denominato Uno. Qui, nella Dualità, sono finzioni prive di realtà, certamente descrivibili, ma del tutto inconoscibili.

Alla luce di questa premessa, quindi e all’interno della Grande Ottava della Consapevolezza, bene e male sono spogliati di qualsiasi accezione morale e, di conseguenza, trattati in senso strettamente pragmatico. In specifico, per gli Immortali è “bene” tutto ciò che li avvicina allo Scopo e “male” tutto ciò che li allontana da esso.

Ovviamente e considerate le premesse fatte, questo è completamente “vero” solo nell’eggregora più interna poiché, più il livello di consapevolezza si abbassa e, di conseguenza, ci si sposta nelle eggregore più esterne, più tale impostazione tende a perdere efficacia. In particolare, fra i credenti e soprattutto immediatamente dopo il salto, questo è stato uno fra i punti più sensibili. In effetti, lo è ancora, ma stiamo notando che il numero delle “crisi di coscienza” è in aumento e, perciò, nutriamo serie attese rispetto al fatto che, a breve, perderemo l’eggregora più esterna.

 

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