Trump e le anatre zoppe

Lo sconcerto malcelato, il disorientamento, la sottile disperazione che deriva dalla consapevolezza di non riuscire più a sostenere una loquela convincente. La muta e angosciata richiesta d’aiuto che traspare da questi volti straniti, traditi, abbandonati. Queste sono le anatre zoppe.

Cronisti, commentatori, sondaggisti e guitti televisivi d’ogni ordine e grado, questa mattina, 9 novembre 2016, si sono esercitati nell’antica e per nulla nobile arte dell’arrampicamento sugli specchi, per cercare di giustificare agli occhi del mondo la miserabile figura fatta durante i lunghi mesi che hanno preceduto l’election day statunitense.

Specifico che non ho simpatie di alcun tipo, poiché sono persuaso che entrambi i competitors siano espressione di aspetti profondamente retrivi della società americana. Tuttavia, è indubbio che fra i due, Trump sia stato il candidato meno gradito al sistema, al punto che la campagna mediatica contro di lui è stata addirittura feroce. Ed è, appunto, di tale massiccio sforzo manipolativo che mi voglio brevemente occupare. Un impegno pressoché quotidiano e che ha visto ingaggiati migliaia di burattini (variamente denominati giornalisti, sondaggisti, opinionisti, anchorman, etc.) per diversi mesi nel tentativo smaccato di influenzare l’opinione pubblica, nonché d’indirizzare il voto del popolo americano.

Ebbene, all’alba di questo incredibile 9/11, quando è divenuto chiaro il verdetto, questa massa di cialtroni senza vergogna non ha trovato di meglio che affermare: ”Le persone intervistate dai sondaggisti hanno mentito!”.

Vi giuro che ho riso tantissimo.

Hillary 218 – Donald 290

Su questa pagina di Repubblica, in particolare, c’è un breve video del direttore (l’ineffabile Calabresi) il quale la dice lunga su questo giornalistico disagio. In specifico, il direttore in parola chiude il video paventando il pericolo (lo chiama pericolo) dell’anti-globalizzazione.

Ora, vi chiedo, chi può in tutta buona fede affermare che l’anti-globalizzazione sia un pericolo? Un deficiente, sì. Concordo. Tuttavia, mi pare chiaro che il direttore di un quotidiano come Repubblica non può esser tale. Di conseguenza, Calabresi è in mala fede. Come lo sono stati tutti gli zerbini che in questi mesi hanno vomitato frottole dentro ogni format tv.

Così per Brexit, così per l’elezione del presidente USA. Lavoratori indefessi al servizio della manipolazione nell’interesse dei grandi capitali finanziari che decidono chi, cosa, come e perché fare le cose nel mondo.

Beh, la notizia è che per la seconda volta e in modo plateale e altrettanto drammatico, questi padroni del mondo hanno sbattuto la faccia al muro poiché sono stati regolati dal popolo che pensano di possedere.

Non si fermeranno, ovviamente. Tuttavia, devo dirlo, queste son cose piacevoli. A prescindere.

Soprattutto perché ci regalano la visione di quest’esercito di anatre zoppe (lame duck), un idiotismo (o idiomatismo) della lingua inglese che descrive, in particolare negli states, quel politico in carica ma, ormai, incapace di qualsiasi azione incisiva. Sì, proprio come i pennivendoli di regime dopo Brexit e il 9/11/2016.

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2 thoughts on “Trump e le anatre zoppe

  1. Di primo acchito vorrei dirti che hai ragione , mi piacerebbe tanto . Purtroppo in fondo c’è una vocina che mi dice che dietro alla Clinton , come dietro a Trump, ci siano gli stessi squali, che hanno mandato avanti due antagonisti a scannarsi…. Chiunque abbia vinto, hanno vinto loro, gli squali. Se noi rileggiamo la storia , dietro molte guerre c’erano gli stessi potentati economici, che fomentavano e finanziavano entrambe le parti ; per loro non c’era competizione, non c’era la morte, dovevano solo aspettare che tutto finisse per raccogliere i frutti. Forse ci stiamo semplicemente illudendo di avere una chance, vogliamo sperare di contare qualcosa in questo perverso gioco che è la politica….. Chi lo sa, questa volta mi piace sperare di avere troppa acredine e troppo malizia per vedere il buono che c’è dietro alla coltre di marcio che ci sovrasta.

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    1. Ma guarda che concordo con te. Non vi sono dubbi che le cose stiano così. Diciamo che, però, questo voto potrebbe (uso il condizionale) costituire la fine del processo di globalizzazione, almeno di quello portato avanti dalla finanza occidentale. Resta quello cinese, infinitamente più nascosto e subdolo e, per questo assai più pericoloso. Tuttavia, il motore del mio articolo sono stati i volti e le voci dei burattini in tv … beh, che te lo dico a fare, ho riso davvero tanto 😀

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