In Morte di Gianroberto Casaleggio

In tutta franchezza, non avrei mai pensato di dedicare spazio a questi argomenti. Tuttavia, la specifica vicenda del Movimento 5 Stelle, soprattutto dopo la morte della sua componente intellettuale rappresentata da Gianroberto Casaleggio e alla luce degli ultimi avvenimenti, presenta aspetti psicodinamici piuttosto interessanti.

Sin dal suo sorgere, il Movimento si è posto all’attenzione del mondo come una diarchia. In sostanza, un’eggregora con due corni: il primo emozionale (Grillo) e il secondo intellettuale (Casaleggio). Tuttavia, questo è solo l’aspetto più appariscente di quest’eggregora giacché, in realtà, le componenti del Movimento sono sempre state tre. In sostanza e in termini psicodinamici, l’intero corpo dei sostenitori del Movimento ha rappresentato (e rappresenta) ciò che nell’uomo è descritto come centro rettile o, per dirla con Gurdjieff, centro motore.

Ora e a prescindere da qualsiasi altra valutazione, il Movimento ha concretato senza alcun dubbio un’alchimia notevole giacché se Grillo aveva, in termini di popolarità, un capitale enorme da spendere, Casaleggio s’è dimostrato capace di una visione prospettica della società davvero importante. In base a tale schema, quindi, il Movimento era, per come la vedo io e almeno sino a che Casaleggio è rimasto vivo, rappresentabile come un individuo a tre cervelli: un centro decisionale (Casaleggio) che comunica in modo immediato ed efficace con il Corpo (i sostenitori) tramite un centro emozionale di rara potenza (Grillo).

Per oltre dieci anni è sembrata una bella favola. Tuttavia, la scomparsa dell’istanza pensante ha reso evidente a tutti la nudità del re, confermando certamente la natura favolistica dell’intera esperienza ma, con il senno di poi, drammaticamente priva del requisito della bellezza.

Quando nasce, il Movimento caratterizza se stesso in base a un programma fatto di sette punti, fra i quali spiccano l’abolizione del fiscal compact e il referendum sull’euro. Ora e di là dalla polemica sulla non ammissibilità di un referendum di quel tipo (questione, sempre con il senno di poi, tutt’altro che peregrina), questi due punti possono sostanzialmente definirsi anti-europeisti. Ebbene, oggi e a ridosso della disastrosa vicenda del cambio di gruppo all’interno del parlamento europeo da parte del Movimento, è divenuto evidente che sia Grillo, sia Casaleggio non hanno mai avuto alcuna intenzione di portare l’Italia fuori dalla UE. Nessuno che abbia mire anti-europeiste potrebbe mai sognarsi di entrare in un gruppo che ha, fra i suoi fari, personalità come Mario Monti.

In sostanza, quindi, ciò che traspare con evidenza dal disastro denominato affaire ALDE, è che l’intera eggregora chiamata Movimento, poiché costruita su una menzogna, peraltro, abilmente nascosta dall’ambiguità del messaggio, ora giace priva di vita sul ciglio della strada.

Una vicenda, quella dell’ALDE, che in altre circostanze avrei definito kappiana. Ossia, un tranello mortale, ordito da K con l’unico scopo di aumentare la sofferenza del singolo individuo, poiché è solo tramite questa che riusciamo a incrementare la nostra consapevolezza. Il problema è che le eggregore, per quanto simili a un essere umano, non hanno un loro K (o, forse, sì … quien sabe 🙂 ). Ecco perché, in questo caso, l’evento decisivo, rispetto al destino dell’eggregora, è la morte del suo centro intellettuale. Evento, quindi, rispetto al quale forse è opportuno un approfondimento conoscitivo meno ingenuo di quello legato al semplice rapporto di causa/effetto. È, infatti, del tutto evidente (almeno a me) che se l’ideologo del Movimento fosse stato ancora in vita, il disastro del cambio di gruppo nel parlamento europeo non si sarebbe mai verificato. In effetti, solo adesso è noto che l’accordo con ALDE era pronto già dal 5 gennaio e che si è trattato di una scelta fortemente voluta da Davide Casaleggio, portata avanti dal lavoro del suo braccio destro David Borrelli. Tuttavia, pare del tutto evidente che Grillo sapesse questo da tempo, proprio per la strettissima collaborazione instauratasi, per forza di cose, con Casaleggio junior ma, soprattutto, per l’elaborazione teorica operata a suo tempo da Gianroberto (e da Grillo necessariamente condivisa).

Il problema, quindi, è che, da quando Gianroberto è scomparso, Grillo si è mosso come un elefante dentro un negozio Swarovski. Dal giorno immediatamente successivo al lutto, i suoi discorsi sono diventati improvvisamente confusi, oscuri. L’ultimo, il discorso della pialla, quello che Grillo ha fatto come contro altare a quello di Mattarella alla fine del 2016, penso lo abbia dimostrato con chiarezza.  Certamente, le vicende romane non hanno aiutato il comico a ritrovare l’equilibrio perduto. Anzi, è del tutto verosimile che proprio la defaillance di Virginia Raggi abbia contribuito a rendere sommamente feroce l’attacco subito dal Movimento in quest’ultimo periodo (è noto, infatti, che l’odore del sangue eccita i predatori) e, di conseguenza, la pressione alla quale lo stesso Grillo era sottoposto, formidabile. A parte queste vicende di contorno, però, quando il centro intellettuale scompare, Grillo è costretto a fare i conti con la realtà, ossia con scelte politiche che richiedono necessariamente una capacità di calcolo che al comico manca in modo, direi, drammatico.

Inevitabile che Grillo sia divenuto ostaggio del simulacro di quello che fu il centro decisionale dell’eggregora, ossia Davide Casaleggio il quale, è evidente, non ha ereditato per nulla le doti cognitive del padre.

Ecco, ciò che avviene dopo la morte di Gianroberto Casaleggio, quindi, è descrivibile nei termini di un reale tracollo dell’eggregora denominata Movimento a seguito della perdita dell’unica parte che sapeva dove andare e cosa fare. Se a ciò si aggiunge la menzogna sulla quale l’intero patto associativo è nato, l’esisto disastroso al quale abbiamo assistito con l’affaire ALDE diviene la nemesi, tanto drammatica quanto inevitabile, di una storia grottesca.

Una storia, tra l’altro, chiusa in modo davvero imbarazzante tramite un messaggio, apparso sul blog di Grillo, che definire penoso è eufemistico:

L’establishment ha deciso di fermare l’ingresso del MoVimento 5 Stelle nel terzo gruppo più grande del Parlamento Europeo. Questa posizione ci avrebbe consentito di rendere molto più efficace la realizzazione del nostro programma. Tutte le forze possibili si sono mosse contro di noi. Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima. Grazie a tutti coloro che ci hanno supportato e sono stati al nostro fianco. La delegazione del MoVimento 5 Stelle in Parlamento Europeo continuerà la sua attività per creare un gruppo politico autonomo per la prossima legislatura europea: il DDM (Direct Democracy Movement).

L’establishment festeggia, caro Beppe e, considerati i presupposti, tu con esso dato che, adesso, ogni istanza autenticamente ribelle in Italia è davvero defunta. Certo, probabilmente il tuo pavone non è per nulla felice in questo momento. Ma, tranquillo, il tempo è galantuomo e presto te ne sarai scordato.

L’unico dubbio che mi resta è legato a Casaleggio e alla sua inopinata scomparsa. Perché, per dirla senza troppi giri di parole, la sua mi è parsa una vera e propria scelta. Come se, in realtà, l’uomo non abbia saputo sostenere il peso della colpa per l’inganno perpetrato in danno di tante persone, magari sciocche, ma oneste. Ovviamente, non ho alcun elemento per poterlo dimostrare. Tuttavia, non mi stupirebbe se si trattasse della verità.

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8 pensieri su “In Morte di Gianroberto Casaleggio

    1. Il fatto di lavorare contro l’usurocrazia europera ridando potere al popolo, anzitutto attraverso la ripresa della sovranità monetaria. In una parola, l’anti-europeismo. L’ho scritto, Grillo e Casaleggio su questo punto sono stati sommamente ambigui, al punto che nemmeno quelli dell’ALDE si sono fidati. Anzi, l’hanno proprio scritto. Se ti vai a vedere le motivazioni del primo rifiuto, in relazione al programma del Movimento, parlano di contraddittorietà. Infine, una posizione oscura che ha ingannato molti connazionali che hanno letto nell’abolizione del fiscal compact e nel referendum sulla moneta unica, l’intenzione di uscire almeno dall’euro. La richiesta di entrare nell’ALDE ha spazzato via ogni dubbio, mostrando al mondo le vere intenzioni che hanno sempre mosso i due.

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      1. Ho capito, che la proposta dell’abolizione del fiscal compact e l’intenzione di uscire dall’euro non fossero sincere, va bene.
        Ma, a questo punto, sono curioso di sapere quali ipotizzi che siano “le vere intenzioni che hanno sempre mosso i due”.

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        1. Questa è una domanda davvero insidiosa, giacché permette solo ipotesi, nessuna delle quali sostenuta da prove concrete. Un processo alle intenzioni, infine. Ma non temo alcun abisso, perciò azzarderò la mia risposta. In sostanza e valutate le rilevanti doti cognitive di Casaleggio, nonché l’epilogo che egli stesso ha disegnato e agito morendo improvvisamente, le “vere intenzioni” della strana coppia potevano ben essere quelle di sabotare la protesta sociale montante a seguito dell’introduzione della moneta unica. L’euro, infatti, più che una moneta è un sistema di governo che, tramite il pareggio di bilancio inserito nella Costituzione, bypassa qualsiasi istituzione democratica. Ciò, inevitabilmente, provoca una risposta dal basso che va gestita. E quale modo migliore se non tramite un Movimento che, fingendo d’essere contro l’euro, incanala tale tale protesta nascente portandola dentro le istituzioni? Così è stilato un “programma” sottilmente ambiguo che ha lo scopo di tenere buona la massa dei protestatari. Certo, serviva più tempo. Il problema è che, forse, al caro Gianroberto il senso di colpa per ciò che stava facendo è divenuto improvvisamente insopportabile. Talmente insopportabile che ha scelto di levarsi dalle scatole … tipico delle personalità fragili. La conseguenza è che l’intero disegno è rimasto nelle mani di chi (Grillo) non ha nemmeno lontanamente le doti cognitive per poterlo gestire, Da qui, il disastro che è sotto gli occhi di tutti.

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  1. Sinceramente a me pare che la tua ipotesi sia quanto meno azzardata. Anch’io all’inizio mi sono stupita di questo spostamento di direzione, ma non mi è passato per la mente che il progetto di Casaleggio padre, che avvalli essere stato la mente intellettuale del movimento, fosse quello di restare in Europa ingannando abilmente e sottilmente gli aderenti e i votanti – a questo punto totalmente incapaci di intendere e di volere- per poi catapultarli laddove aveva detto, avrebbe voluto separarli. Penso che entrare in Alde fosse una mossa tattica per lavorare dall’interno e apportare modifiche ovvero per giungere al fine utilizzando machiavellicamente qualsiasi mezzo. -Breve parentesi: pare che Machiavelli non abbia mai pronunciato la frase “il fine giustifica i mezzi” e l’interpretazione porti alla conclusione che il suo pensiero politico non poggiasse su un “sistema” ma lo indicasse come sviluppo di idee e pensieri in movimento, applicabili quindi in maniera sempre diversa secondo la condizione e la situazione politica.- Quello che in fondo, mia riflessione a posteriori, hanno provato a fare i Cinque Stelle. Tant’è che i parlamentari Alde li hanno rifiutati. Al contrario, penso, li avrebbero ben accolti nel caso costoro avessero avuto sentore, stavolta sì, del pensiero machiavellico del loro fondatore.

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    1. Penso che quanto esponi non tiene conto dei fatti. Ovviamente, è solo il mio pensiero ma ritengo l’intero “affaire ALDE” sia una lampante manifestazione di confusione suprema. Una mossa sciagurata, generata dall’unica certezza che albergava nelle menti sia di Davide Casaleggio, sia di Grillo: portare l’intero Movimento fra le braccia dei padroni d’europa. Il fatto che ALDE abbia rifiutato sta a dimostrare due cose: anzitutto che la posizione del M5S era profondamente ambigua e, in secondo luogo, che il tempo per questa mossa non era quello giusto. Se Gianroberto fosse stato in vita, con ogni probabilità avrebbe usato il tempo ancora disponibile (fine 2019) per preparare la cosa in modo da arrivare all’appuntamento certo d’incassare un sì. Viceversa, Grillo e Casaleggio junior, lontani milioni di miglia dall’abilità del trapassato e, con ogni evidenza, resi completamente ciechi dalle vicende romane, hanno agito in modo del tutto dissennato ottenendo, come unico risultato, quello di palesare il vero fine che perseguivano da sempre: fottere il Movimento. Non mi diverte scrivere queste cose, sai? Faccio, infatti, parte di quella pletora di sciocchi che c’hanno creduto.

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  2. Va be’, a questo punto proseguire con le ipotesi forse è poco utile.
    A me tutta la vicenda Alde è sembrata piuttosto una cosa naif.
    Resta la domanda, una volta che si suppone questa malafede per cui l’intenzione iniziale era quella secondo cui, fingendo d’essere contro l’euro, si voleva incanalare la protesta nascente portandola dentro le istituzioni, che vantaggio ne avevano Grillo e Casaleggio? Chi glielo faceva fare di assumere la missione di gestire quella “risposta dal basso”?

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    1. TI posso rispondere con un’altra domanda. Guarda un TG qualsiasi, il mezzo busto che vedi dentro il monitor e che ti racconta le lacrime di Obama durante il suo ultimo discorso da presidente. Quel mezzo busto sa perfettamente che gli USA hanno finanziato il terrorismo, eppure sceglie di manipolare chi lo sta guardando, spacciando la storiella edulcorata del premio nobel sulla fiducia (che, in realtà, ha ridotto il nord Africa in un inferno, portando a compimento la folle politica dei Bush). Chi glielo fa fare, secondo te? Beh, per dirne due: denaro e posizione sociale. Infine, privilegi derivanti da una posizione più elevata dentro la piramide sociale (dentro la catena alimentare, per usare un’espressione più forte).

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