Felicità

La felicità è così tanto bramata da molti che la vestono da traguardo fino a trasformarla in chimera senza nemmeno accorgersene.

Sento persone parlare della felicità come fosse qualcosa a loro estranea ed auspicabile raggiungere.
Come se non l’avessero mai conosciuta (tutti siamo stati felici almeno una volta nella vita ma è facile dimenticarsene), o gli fosse ‘capitato’, quasi come un incidente, di assaporarla per un breve momento per poi rimpiangerlo a lungo.
Fantasticano con l’idea che renderla un obiettivo dia un senso alla loro vita. La innalzano a panacea per ogni male, credono che raggiungerla comporti sforzi, lavoro, impegno e fatica.
Questa loro credenza così radicata la rende vera.
Ma se solo sapessero …
… che invece è tutto l’opposto?
Che sono essi stessi a precludersela.
Che l’impegno ce lo mettono da una vita sì, ma a tenerla ben lontana, così da potersi raccontare di avercelo davvero, uno scopo, quando in realtà brancolano nell’aia come polli senza testa.
Che basterebbe lasciarsi andare e scegliere di vedere come stanno realmente le cose, per far sì che la felicità li raggiunga.

 

E dire che ce ne sono stati di saggi, nel tempo, ad aver spifferato il trucco.

“Ad un mistico Sufi che era sempre felice fu chiesto … Per settant’anni la gente lo aveva osservato, non lo aveva mai trovato triste. Un giorno gli chiesero, ‘Qual è il segreto della tua felicità?’ Lui disse, ‘Non esistono segreti, tutte le mattine quando mi sveglio medito per cinque minuti e mi dico, ‘Ascolta, adesso ci sono due possibilità: puoi essere miserabile o in beatitudine. Scegli.’ E scelgo sempre la beatitudine.’ “

Oppure

“Cercare felicità all’esterno di noi stessi è come cercare di prendere al laccio una nuvola. La felicità non è una cosa della mente. Dev’essere vissuta.”
– Paramahansa Yogananda

E ancora

“Quando sei felice sei ordinario, essere felici è solo essere naturali. Essere miserabile ti fa diventare straordinario, non c’è nulla di speciale nell’essere felice – gli alberi sono felici, così gli uccelli, gli animali sono felici, i bambini sono felici. Cosa c’è di speciale in tutto ciò? È solamente la solita cosa che c’è nell’esistenza, l’esistenza è costituita di cose che chiamiamo felicità. Guarda! – non puoi vedere questi alberi? … così felici. Puoi vedere questi uccellini che cantano? … così felici. La felicità non ha nulla di speciale in tutto ciò, è semplicemente una cosa realmente ordinaria.”
– Osho


Però già le sento le obiezioni
– E allora come mai, se è così facile, non lo sono tutti? –
Per prima cosa c’è da sfatare il mito secondo cui una cosa semplice e naturale sia contemporaneamente facile. Questo perché siamo così pieni di ‘impalcature’ e macchine generate da anni di violenta educazione che non siamo più in grado di riconoscere la nostra stessa falsità. (vedere Teologia della Liberazione)
Crediamo che una persona ipocrita non abbia nulla da spartire con noi “perché noi siamo migliori, diciamo sempre quel che pensiamo! a dispetto della maggioranza”. Quando in realtà i nostri processi mentali di costruzione del pensiero ci sono completamente estranei e ignoti, eppure abbiamo la sfacciataggine di crederci spontanei.
Perché magari non nascondiamo le parti peggiori di noi come è solito fare l’uomo medio?
E quindi, comportandoci da stronzi in pubblico, in quel che noi definiamo una situazione adeguata a cantarle di santa ragione a chi se lo merita, saremmo migliori di chi invece (magari pure più saggiamente) si trattiene?
Ne conosco molte di persone così, a partire da me stessa.
Negli anni della mia adolescenza mi sono sempre vantata di essere quella senza peli sulla lingua che feriva con le parole in difesa di chi ‘si tratteneva’, solitamente per paura, vergogna e impedimenti vari, così da rendermi una coraggiosa paladina ai loro occhi. Le conseguenze cui andavo incontro con simili atteggiamenti erano per me ingiustizie inaccettabili in quanto sceglievo con cura chi difendere, e dal mio punto di vista avevo sempre, ovviamente, ragione.
Riuscivo ad essere efficacemente tagliente pur senza usare parolacce o urla. I miei attacchi apparivano controllati per chi osservava da fuori sebbene dentro me si scatenasse ogni volta la tempesta.
Io mi reputavo vera! Quando in realtà mettevo in atto il medesimo stratagemma di chi consideravo così diverso da me, intendo coloro i quali reagivano con la sottomissione. Invece io mi ribellavo. Eppure, così facendo, reagivo altrettanto. Reagivo alle provocazioni dei prepotenti, spesso rivolte a terzi, che non tolleravo perché minavano la mia idea elevata di giustizia.
Non ero padrona di me stessa nonostante non perdessi il controllo psico-fisico, in quanto, come tutti, non sceglievo liberamente ma come diretta conseguenza dell’azione delle mie concrezioni neurali.
Ogni qual volta un’emozione erompe viene filtrata dalle macchine che abbiamo sviluppato, principalmente, durante l’infanzia.
Questo ci rende, di conseguenza, meccanici.
TUTTI. Nessuno escluso.

parassitismo-psichico

C’è da dire che ognuno è certamente diverso e quindi reagirà in modo specifico relativo alla propria disposizione interna, persino in termini che possono sembrare delle “non reazioni“. Ma, indipendentemente da ciò che attuerà come ‘azione esterna’ visibile da tutti, al suo interno una o più macchine si avvieranno. Egli potrà aver sviluppato abbastanza forza da resistere loro, ma finché non le distrugge non potrà dirsi libero.

NOTA – Bisogna però ricordare che le macchine si rigenerano continuamente. Un po’ come l’erba che ricresce sempre e va tagliata periodicamente. Detto ciò, un uomo libero dalle macchine deve comunque continuare a Lavorare per evitare che esse proliferino nuovamente.

Ed eccoci ad un esempio eccellente di cosa davvero sia uno scopo.

La Libertà Totale

liberta-totale

Pochi si rendono davvero conto dello stato di schiavitù in cui viviamo.
Questo perché, abitando un pianeta popolato per lo più da schiavi, non abbiamo quasi mai occasione di poter comprendere cosa determini la libertà di un uomo.
Ed anche entrando in contatto con un uomo libero non è assolutamente automatico che lo si riconosca come tale.
Siamo così tanto incatenati da non avere accesso alla lucidità sufficiente per Vedere. E uso volontariamente la maiuscola perché non mi riferisco ad una funzione degli occhi. 🙂
Ciò che incatena, appunto, sono le macchine che sostano tra me (Io Osservatore) e il mio stesso potere creativo, manipolandolo.
Ci boicottiamo dal nostro interno grazie alla fiducia che riponiamo in esse, credendole noi. Andandone persino fieri, poiché determinano la nostra (Falsa) personalità a cui diamo credito. E lo facciamo ogni volta che ci definiamo in un certo qual modo, buono o cattivo che sia, noi firmiamo nuovamente quel contratto che ci lega al definirci personalità di un certo tipo.
Queste descrizioni che diamo di noi stessi ci rassicurano, proteggendoci dall’infinità del Nulla che incombe su di noi.
Ma il nostro nucleo, ciò che siamo davvero, non viene quasi mai sfiorato.
E per fortuna direi, visto che ambire alla Libertà non è affare da tutti. L’esposizione anche a brevi accenni di libertà può essere mortale e lo è senza meno per i più.
E’ come un fuoco che brucia tutto ciò che incontra e per sopravvivere necessitiamo di avere sviluppato un nocciolo che gli resista. Esporsi alla Sua azione prima del tempo potrebbe voler dire annientamento.

La felicità dunque, accompagna il cammino di chi ha scoperto il proprio scopo e lo insegue.
Non è affare comune perché pochissimi sono realmente in marcia verso una meta, la maggior parte gira intorno ampliando il proprio labirinto.
La felicità non può essere un fine, ma la diretta conseguenza di un percorso autentico.
La Scelta consiste nel prendersi tutta la responsabilità, fino in fondo, allora potremo dirci felici anche essendo infelici perché sapremo di sceglierlo noi e solo noi. Nessun altro, nessun evento, niente all’infuori di noi stessi.
Quando il tuo Essere è un tutt’uno con la Via che hai intrapreso, se questa è genuina, allora la felicità diventa una melodia che accompagna ogni passo, quasi un sottofondo perpetuo che dona forza e vigore nell’affrontare le difficoltà sempre maggiori in cui ci imbatteremo.
Significa conoscersi ignorando la paura di ciò che scopriremo guardandoci sinceramente allo Specchio della nostra vera natura.

Felicità è essere autentici.

Insieme a lei però, quando ci si ridesta pian piano dal sonno profondo in cui di solito stiamo immersi, scopriamo l’altra faccia della medaglia. L’altra melodia che ci accompagna è l’angoscia, atavica e fastidiosa come uno stridore di denti, martellante e implacabile come la tortura della goccia d’acqua che diventa insostenibile se fosse l’unica percezione che avessimo; se ne fossimo sempre, costantemente consapevoli.
A ben vedere però nessuno si lamenta di questa mancanza. Eppure, come per la felicità, pochissimi ne sono coscienti. Magari sono depressi, infelici, insoddisfatti e annoiati, alcuni arrivano alla disperazione estrema che porta al suicidio senza peraltro essere davvero consci del reale significato di quest’angoscia ancestrale (vedere Lo Scopo).
Ma non ci si prende il disturbo di preoccuparsene mettendola sullo stesso piano della felicità, non è auspicabile in effetti. Eppure il loro legame è intimo e indissolubile.
Certo si può sempre fare gli struzzi e scegliere di ascoltare un’unica melodia, quella piacevole che ci fa sentire bene, ignorando il resto. Volgendo lo sguardo lontano dall’ombra del nostro tesoro appena scoperto.
Scelta rispettabile e soprattutto comprensibile, anche se non so fin dove sia possibile attuarla.
Infatti di solito è proprio partendo dall’angoscia che si raggiunge la felicità.
Seguire le ombre porta alla luce …

Questo almeno è ciò che posso affermare in base alla mia esperienza diretta che mi mostra l’insieme spingendomi oltre le sfaccettature della dualità, la Visione completa integra gli opposti.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...