Eros e Thanatos

Premessa

L’intenzione iniziale era di descrivere l’Eros, ossia la componente sessuale dell’amore. Tuttavia, non è in alcun modo possibile descrivere l’amore senza, nel medesimo tempo, parlare della morte. Questo perché Eros (Ἔρως) e Thanatos (θάνατος) sono inestricabilmente legati siccome sintesi della miscelazione delle due forze fondamentali: Rosso e Latone. Di seguito, sono elencate talune delle proprietà fondamentali di queste due forze.

ROSSO

LATONE

Maschio

Femmina

Dinamico

Statico

Distruttivo

Costruttivo

Progressivo

Conservativo

Sofferenza

Piacere

Consapevolezza

Sonno

Distacco

Attaccamento

Angoscia

Desiderio

Thanatos

Eros

 

Ogni manifestazione di vita è il risultato della miscelazione di queste due forze. Definisco tale risultato la Mescola, ossia il composto psichico (se così posso esprimermi) che sta alla base del potere creativo. In altri termini, il potere creativo è il prodotto agente della Mescola. A tutti gli effetti, la Mescola è la nostra psiche.

Nota – Sul punto ritengo opportuna un’importante precisazione. Sul Filo del Rasoio, la categoria dello spirito è obsoleta e, quindi, abbandonata poiché non necessaria a una coerente descrizione del sistema. Ne consegue che, descrivendo la Mescola, l’unica scelta sensata è porre tale elemento nella dimensione psichica.

Muovere il corpo, vivere un’emozione, formulare un pensiero, in altre parole, usare uno o più dei questi tre linguaggi comporta, a monte, la miscelazione appropriata delle due forze fondamentali. Ciò significa che la composizione specifica della Mescola determina in modo preciso l’azione che ne scaturirà (la quale, a sua volta, modellerà il mondo circostante in modo opportuno). E così, prendersi cura, conservare, avvolgere, proteggere, accrescere o nutrire sono tutte manifestazioni di una Mescola che conosce una significativa preponderanza di Latone. Viceversa: conoscere, distruggere, aprire, viaggiare, esplorare, innovare, abbandonare o scandalizzare sono altrettante manifestazioni nelle quali la presenza di Rosso è maggiore di quella del drago bianco. È evidente, quindi, che se Latone è descrivibile come femminile, Rosso è maschile ed è, altresì, facile comprendere perché le due forze siano, in modo nativo, asimmetriche, con una decisa preponderanza della parte femminile. In caso contrario, la vita sul pianeta avrebbe avuto una storia significativamente più breve e, con essa, anche la Grande Ottava della Consapevolezza (GOC) la quale, quindi, non avrebbe mai potuto centrare l’obbiettivo di verbalizzare un’ipotesi accettabile di soluzione per la Danza Folle.

Nota – Quando il Vecchio Nagual afferma che il nostro universo è prevalentemente femminile, dice una cosa sostanzialmente vera perché, considerato il livello di progressione entropica proprio dei sistemi fisici (v. Apocalypse), l’imperativo è conservare la vita e questo può essere fatto solo dal drago bianco, anche se il prezzo è inevitabilmente il proliferare della menzogna e, di conseguenza, del debito accumulato nel tempo (ciò che in oriente è denominato karma, ma è argomento che non tratto qui).

Il punto, quindi, è la c.d. Mescola. Un oggetto misterioso, anzichenò e che potrebbe indurre  a pensare che si stiano tirando in ballo concetti di natura alchemica. Siete liberi di farlo, ma il rischio è ricadere in una descrizione che necessita la reintroduzione del concetto di spirito. Concetto che, come abbiamo visto, è stato abbandonato poiché non necessario.

Mescola
Figura 1: Mescola

Ovviamente, la Figura 1 è solo il mio modo d’immaginare la Mescola. Abbastanza rozzo, in effetti. Tuttavia dovrebbe rendere l’idea di come i due draghi si fondono per dare forma e sostanza alla virtualità, ossia al nostro corpo e a quanto lo circonda.

Ebbene, in realtà, le Mescole sono tre e corrispondono ai tre livelli di verbalizzazione che l’essere umano pone costantemente in atto, da quando nasce a quando muore.

Potere Creativo
Figura 2: Dinamica del potere creativo.

Come meglio descritto altrove, quindi, la verbalizzazione è triplice poiché avviene a livello di ciascun centro: rettile (struttura), emotivo (empatia) e intellettuale (consapevolezza). Ora, se tale processo avvenisse in modo lineare, senza alcuna interferenza, un singolo individuo sarebbe capace di controllare in modo pressoché assoluto ciascuno di questi tre livelli di creazione. In altre parole, saremmo in grado di modificare il nostro corpo, così come l’ambiente che ci circonda in tempo reale e solo volendolo (per non parlare dei successivi due livelli di verbalizzazione).

Il punto di crisi, tuttavia, sta nella Falsa Personalità, ossia nell’universo golemico, lo sterminato parco di macchine neurali costruite nell’internal brain dal processo educativo e dalle esperienze di vita. Come descritto altrove (L’Arte dell’Agguato), infatti, una volta create, tali macchine tendono a divenire autonome, soprattutto rispetto al consumo energetico che comportano. E ciò determina il fatto che ogni atto compiuto da un individuo (i.e. la verbalizzazione, fisica, emotiva o intellettuale che sia) ingaggia un limitata quantità di potere creativo. Le macchine neurali, infatti, reclamando la necessaria energia per il loro sostentamento, impediscono il pieno fluire del potere creativo nella direzione scelta dell’Io Osservatore (IO), pretendendo (a buon diritto, visto che le abbiamo create noi) che la parte di forza destinata al loro nutrimento non sia messa a rischio.

Per fare un paio di esempi, si pensi a Tizio, fervente cattolico, oppure a Caio, illuminato razionalista. Per entrambi l’eventuale manovra che modifichi i lori corpi in qualcosa di diverso è del tutto impossibile. Per il primo, infatti, la vita e, quindi, il corpo sono sacri poiché dono di dio e questo rende Tizio del tutto incapace di modificarli, pena il sacrilegio. Per Caio, similmente, essendo egli il frutto del Caso e vivendo in un mondo meccanico governato da leggi inviolabili,  non potrà in alcun modo interferire con tale stato di cose.

Ciò comporta che, nella vita quotidiana, la declinazione del potere creativo è ampiamente predeterminata da ciò che siamo diventati in conseguenza della nostra storia personale. Al punto che, ad esempio, non riusciamo a farci passare il mal di pancia con il solo ausilio della volontà giacché, con ogni probabilità, una parte importante di noi considera quella sofferenza assolutamente necessaria … per Caio, se c’è un virus intestinale, è inevitabile che ne consegua il mal di pancia. Per Tizio, invece, quel mal di pancia è venuto in conseguenza dei suoi peccati e, quindi, è una punizione per quella colpa … punti di vista entrambi legittimi, così come altrettanto ingenui poiché, infine, sono entrambi modi per impedire all’IO di divenire consapevole che il mal di pancia lo sta creando lui e che, proprio per questo, potrebbe annullarlo in qualunque momento.

Eros e Thanatos

Rispetto a questa schema dominante, però, esistono due peculiari eccezioni, ossia Eros (che genera altra vita) e Tahanatos (che pone fine alla vita biologica).

Omero è il primo a scrivere di Eros quando, nell’Iliade, descrive la smania incontrollabile di Paride nei confronti di Elena:

Ma ora andiamo a letto e facciamo l’amore: non mi ha mai preso il cuore un desiderio (ἔρως) tanto possente.

Omero pare fissato con l’idea che l’amore si debba fare a letto. Sembra che non riesca a concepire la copula al di fuori di quel contesto. Scherzi a parte, l’autore, che insiste su tale topos anche quando descrive l’amore di Zeus per Era o dei proci verso Penelope, sembra realmente spaventato dalla dimensione di ingestibilità di questa forza che ghermisce l’individuo senza lasciargli alcuna possibilità di decisione, tanto da imporre inconsciamente una sorta di limite fisico, al di fuori del quale quella cosa non può essere fatta.

Non che io intenda profilare il poeta, questo no. Tuttavia, il tratto mi serve proprio per chiarire più precisamente cosa i greci intendessero quando parlavano di ἔρως. Ossia di una forza primigenia, del tutto indomabile, capace di obnubilare la mente di qualsiasi individuo, maschio o femmina che fosse, portandolo agli atti più estremi e, sol per questo, da temere.

Nel tempo e con l’ipertrofico incremento del Super-Io razziale (determinato dalla spinta del senso di colpa), una tale sentire è stato sepolto sotto una montagna d’ipocrisia. Tuttavia, nel proprio intimo, ciascuno di noi sa bene cosa sia Eros nella sua accezione primitiva: un’esplosione interiore del tutto impossibile da controllare. E questo perché la Mescola perde quasi completamente uno dei suoi componenti, ossia Rosso. A quel punto, resta solo Latone che, senza il temperamento determinato dalla presenza del fratello, esplode (è letterale) nell’orgasmo.

Il punto, infatti, sta nella logica che governa tale sistema perché, essendo i draghi antitetici, ciascuno agisce come limitatore dell’altro. Se uno scompare, l’altro esplode e se quando è Rosso a scomparire l’epilogo è l’orgasmo, quando scompare Latone, la conseguenza è la morte.

Attenzione, perché anche qui le macchine neurali (golem) hanno un gioco importantissimo giacché determinano, nel primo caso, l’erotismo e l’amplesso che condurrà all’orgasmo. Nel secondo, la malattia che porterà l’organismo alla morte biologica. In assenza di macchine, infatti, l’orgasmo o la morte sono fatti immediati e questo dice molto sulla dinamica sottesa, ossia suggerisce che i momenti di purezza nell’azione dei draghi sono brevissimi e sono raggiunti faticosamente. Sia nell’amplesso, sia nella malattia, infatti, è come se fosse in atto una potente azione auto ipnotica la quale si propaga più o meno velocemente all’intero universo golemico, piegandolo così al fine desiderato: orgasmo o morte che sia.

Già, ma desiderato da chi? Dalla parte animica. Da chi altri? Se volete, da ciò che siamo in essenza. E tale essenza è determinata precisamente dal nostro patrimonio monadico (Teologia della Liberazione).

Dunque, sesso e malattia (fatale) sono i modi che la nostra parte animica adotta per raggiungere il proprio scopo. Uno scopo contingente, certo, giacché quello vero, superiore e sino ad ora nascosto, è stato sempre e solo la soluzione della Danza Folle (Keter). Ovviamente, a questo punto la domanda è per quale motivo la parte animica avverte il desiderio dell’orgasmo? Perché l’orgasmo assicura il sonno il quale, a sua volta, salvaguarda l’oblio della solitudine eterna (che è precisamente lo scopo specifico del drago bianco). La conseguenza di ciò è che più la parte animica è consapevole, più facilmente l’Io Osservatore tenderà a uscire dallo stato di sonno e più intensamente cercherà l’orgasmo, ossia la sola cosa che possa far dimenticare quell’orrore (non è la sola, in effetti, in alternativa esistono l’oppio e i suoi derivati, ma si tratta di un discorso che involge tematiche che non cade qui di trattare).

L’erotismo nasce così, come arte ipnotica usata per ingannare l’Ego (precisamente definibile come l’insieme dei golem) attraverso le infinite suggestioni del corpo fisico al fine di portarlo nello stato di ebetismo necessario per permettere a Latone di eseguire la sua danza suprema (vissuta dal burattino sotto forma di estasi orgasmica). Il meccanismo è semplice e, almeno nella maggioranza dei casi, davvero efficace e prevede che l’informazione (in questo caso, l’eccitazione erotica) espanda in modo progressivo così che settori sempre più ampi dell’Ego ne siano coinvolti.

Lo schema di base è all’incirca il seguente e disegna un’autentica propagazione dell’informazione. Un’informazione che basa se stessa sulla naturale tendenza di Latone a spingere nel sonno la coscienza.  Nello schema i cerchi bianchi sono golem accesi (on), mentre quelli neri sono spenti (off):

Ipnosi golemica
Figura 3: Auto ipnosi orgasmica.

Ovviamente, sono date differenze anche di notevole momento soprattutto rispetto alla velocità e alla qualità di tale propagazione (differenze che derivano tutte dalla storia personale del singolo, nonché dalla sua essenza). A prescindere da ciò, tuttavia, in un soggetto normale, quando tutti i golem sono spenti, Latone è libero di danzare, restituendo all’Io Osservatore l’estasi orgasmica, in tal modo resettando, almeno parzialmente, la sofferenza nevrotica e restituendo l’individuo al sonno.

Nota – In sostanza, sia l’impotenza (impotentia coeundi), sia la frigidità sono determinate dalla impossibilità, da parte del meccanismo in discorso, di indurre il sonno ipnotico in tutti i golem presenti nell’internal brain. Tale incapacità può variamente derivare sia da traumi pregressi, sia dal processo educativo, così come da un tratto essenziale. Ad esempio, come classifichereste un individuo maschio che non riuscisse ad avere un’erezione se non in presenza di un reale trasporto amoroso da parte della femmina con la quale giace? Per taluno potrebbe trattarsi d’incapacità di compiere l’atto sessuale. Per altri, viceversa, di un’essenza particolarmente consapevole.

Nota – Esiste una tecnica praticata sul Filo del Rasoio e nota come “agguato all’orgasmo”. In base a tale tecnica, l’individuo fa esplodere la risata proprio nell’istante nel quale Latone inizia la sua danza. L’agguato all’orgasmo è paradossale perché durante la danza di Latone sveglia Rosso e, di conseguenza, la coscienza e tutte le macchine. Ciò comporta un ritorno repentino di Rosso che annulla il piacere poiché la mescola cambia la sua composizione durante un brevissimo istante. Si tratta di qualcosa di molto simile a un auto-stupro poiché introduce un elemento del tutto sconosciuto al sistema e che smonta in modo irreversibile e, per certi versi, brutale la sacralità inevitabilmente sottesa alla danza del drago bianco. Tipicamente, quindi, sul Filo del Rasoio l’agguato all’orgasmo è usato per destrutturare la tendenza a sacralizzare il processo di produzione della consapevolezza.

La cosa interessante è che, in base allo schema generale proposto, l’orgasmo scimmiotta la morte fisica giacché spegne l’Ego e, infatti, l’intero meccanismo è studiato per vincere la sua naturale resistenza al proprio, ineluttabile destino. Nondimeno, l’accoppiamento prelude la creazione di nuova vita. In questo modo vita e morte si fondono inestricabilmente. Infatti, Thanatos sta sul lato opposto prevedendo, al contrario di quanto abbiamo appena visto, il risveglio di tutti i golem.

Ciò perché Rosso veicola consapevolezza e questo significa che, quando giunge il momento della morte dell’organismo biologico, i golem sono portati tutti, in modo progressivo, in modalità on. Fatto, questo, spesso determinato dalla malattia (processo lento, segno di una grande resistenza da parte dell’Ego), ma non sempre o necessariamente. In caso di morte violenta o subitanea, infatti, il processo è velocissimo e accende l’internal brain in brevissimo tempo.

L’interrogativo, quindi, riguarda il motivo dell’esistenza di tale meccanismo. E la risposta è che si tratta di un meccanismo previsto per il caso nel quale il singolo individuo sia riuscito, durante l’esistenza fisica, a portare il proprio internal brain in uno stato di fluidità tale da rendere possibile l’unione del Doppio Mnestico (outer brain) con la propria parte immortale (monadi).

Siccome, non è in alcun modo possibile sapere se un qualunque individuo riuscirà, durante la propria esistenza in vita, a realizzare un tale obbiettivo, il sistema è predisposto in modo da essere comunque pronto a una tale eventualità. La conseguenza è che, al di là della paura che la morte fisica genera nei viventi, tale evento sarà vissuto da ciascuno come unico e irripetibile.

Da taluno, poi, come possibilità concreta di realizzare l’unione con la propria parte immortale. Cosa che si fa con una capriola all’indietro.

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