Evolutive Resetting (Mandela Effect II)

Mandela Effect (Parte I)

Dovendo scegliere fra un aggiornamento dell’articolo originario (linkato qui sopra) e il redigerne uno nuovo, ho preferito la seconda soluzione giacché non si tratta di aggiornare ipotesi già espresse, bensì di formularne una completamente nuova e diversa. Non volendo in ogni caso ripetere cose già scritte, invito il lettore, se non l’ha già fatto, a leggere la Parte I poiché, senza quella, questa potrebbe risultare poco comprensibile.

La nuova ipotesi, come vedremo alternativa alla precedente, abbandona il concetto di salto fra Multiversi adottato in precedenza bypassando, per un verso, il problema posto dal destino degli individui già presenti nel Multiverso di arrivo (e sostituiti da coloro che saltano) ed eliminando, per altro verso,  alcune asperità concettuali legate al c.d. principio autistico (che governerebbe la vita di ogni Multiverso).

L’ipotesi che vorrei proporre, quindi, enfatizza il concetto, già espresso altrove, di coscienza come qualità fondamentale del Multiverso nel quale esistiamo, nonché l’idea dell’inevitabile rapport che ci lega ad esso. Il tutto, quindi, è spostato su un piano segnatamente psicologico giacché muove dal presupposto che, fra noi e la Creatura, esista un rapport in forza del quale la nostra costante attività di produzione consapevole agisce in maniera diretta sulla coscienza multiversale (la quale, è bene ricordarlo e dato il suddetto principio autistico, non è capace di sviluppare una propria consapevolezza).

Possiamo, dunque, continuare a descrivere il Mandela Effect come l’inevitabile conseguenza dell’eccessivo incremento consapevole di uno o più individui, tuttavia mantenendone gli effetti dentro la medesima Creatura. E possiamo farlo considerando la possibilità che non siano i singoli individui a saltare, ma sia la Creatura a duplicare o, più propriamente, sovrascrivere se stessa con tutto quello che c’è dentro. In effetti, sembra funzionare meglio l’idea della sovrascrittura, poiché l’ipotesi di duplicazione ci costringerebbe a trovare un’improbabile sistemazione alla vecchia copia.

In sostanza, quindi, si tratterebbe di un processo di sovrascrittura:

  • Scatenato dalla sofferenza determinata dall’aumento di consapevolezza interna (che è nostra e non della Creatura la quale incrementa la propria solo a seguito di tale sofferenza);
  • Verosimilmente parziale, ossia circoscritto alla località multiversale interessata (sul punto, vedi Il Campo Endecadimensinale);
  • Che, almeno per quel che possiamo vedere noi, si verifica in tempo zero;
  • Che riguarda sia la struttura, sia le consapevolezze in essa contenute (con la sola eccezione di quelle che lo hanno determinato);
  • Che, come ogni operazione di sovrascrittura e considerata la dimensione infinitesima alla quale avviene, può contenere errori e/o variazioni volute nella nuova struttura (ossia, la fonte del Mandela Effect).

In sostanza, il Multiverso sovrascrive parti di sé al fine di adeguare se stesso alla nuova consapevolezza distillata dai singoli individui, creando una nuova Creatura capace di “tenere” quel livello di consapevolezza senza soffrire eccessivamente. In altre parole, sto descrivendo un Evolutive Resetting (ER) o Ripristino Evolutivo all’interno del quale la Creatura modifica (sovrascrivendola) la propria struttura per adeguarla al nuovo calore generato dal processo consapevole operante al suo interno.

È sensato pensare che, in una struttura così vasta e complessa, la sovrascrittura di una sua parte infinitesima generi degli errori. Altresì, appare sensato ipotizzare che sia la stessa Creatura e introdurre tali glitches per motivi strettamente legati al suo nuovo assetto coscienziale.

In ogni caso, si tratta di dettagli che solo chi ha determinato un ER sembra capace di ricordare. E questo pone un problema di ordine psicologico perché la Creatura non può violare il libero arbitrio interferendo con il processo di formazione della consapevolezza. Viceversa, l’intero disegno di ricerca di una soluzione alla Danza Folle sarebbe messo a rischio, se non addirittura compromesso. In altre parole, sarebbero le singole consapevolezze non direttamente coinvolte nella faccenda a scegliere di adeguarsi in modo istantaneo e acritico al nuovo assetto strutturale, cassando i ricordi precedenti.

Per tornare al caso proposto, non sappiamo se Roberto si sia recato nel seminterrato dopo il Resetting e prima d’incontrare le due donne. Tuttavia, quando Amelia gli chiede quante stanze ci sono là sotto, lui risponde: due” e  lo fa con la certezza di chi ha un ricordo preciso, granitico. Questo, per me, può significare solo due cose: le due donne hanno seri problemi neurologici, oppure Roberto ha (inconsciamente) scelto di rimuovere le funzioni di accesso al vecchio ricordo, reindirizzandole verso un nuovo ricordo, creato ad hoc, a prescindere dal fatto che abbia fisicamente ispezionato i locali. Ovviamente, conoscendo Amelia, propendo per la seconda, tuttavia un dettaglio interessante sta proprio nell’atto conoscitivo di Roberto rispetto al nuovo assetto strutturale. È evidente che si tratta di un’informazione che ha viaggiato in modo istantaneo, provocando nel soggetto la reazione inconscia descritta. Infine, solo un altro esempio del funzionamento di ciò che altrove ho definito network psichico (Il Campo Endecadimensinale).

Vecchio e nuovo testamento

Affermo che il mutamento del ”dio” del vecchio testamento in quello del nuovo testamento, è precisamente rappresentabile come un Evolutive Resetting della Creatura che abitiamo, solo su scala più vasta e, di conseguenza, apprezzabile in termini storici.

Sotto questo profilo, ciò che le persone indicano come “dio”, altro non è che il Multiverso. Ossia e drammaticamente, un’indescrivibile Creatura cosciente ma quasi del tutto inconsapevole la quale è spinta, in modo del tutto impercettibile, a evolvere dall’attività di produzione di consapevolezza operata da noi tramite la Grande Ottava della Consapevolezza (GOC).

Al punto che ogni ER è un infinitesimo passo che induce un mutamento reale (certificato dai glitches del Mandela Effect), che si accumula nel tempo e che, infine, consente mutamenti drammatici come quello di un “dio” vendicativo che si trasforma in un padre amorevole. Sotto questo profilo, quindi, l’intera vicenda cristica è la materializzazione storica di un processo mitopoietico iniziatosi immediatamente dopo il diluvio e fatto di innumerevoli ER che si sonno accumulati nel tempo. Un processo descritto più volte nei millenni precedenti.

Un tal evento è prefigurato direttamente già dalle vicende di “dei” quali: Tammuz, Osiride e Dioniso e, per altri aspetti, dal dio di nome Mitra, divinità proto-indo-iranica, oggetto di un culto molto antico, signore del bene e nemico del male e figlio di Anahita, immacolata, vergine e madre (frammento tratto da Quantum Jump).

Come detto, si tratta di purissima mitopoiesi la quale, tuttavia, essendo potere creativo in atto, produce eventi storici precisi. Attenzione, la mitopoiesi non va confusa con la produzione consapevole poiché, in realtà, si tratta di flussi che procedono in direzioni opposte. Tuttavia, sono entrambi il frutto del potere creativo e, come tali, capaci di indurre modificazioni nella Creatura.

A questo punto, la domanda che mi pongo è: il Doppio di Gaia potrebbe essere il prossimo gradone nel processo di Evolutive Resetting?

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