Anima

Premessa

È giunto il tempo di affrontare in modo diretto l’argomento più difficile e, senza dubbio, più pericoloso in assoluto, ossia il rapporto del singolo individuo con la sua Parte Immortale. Cercherò di farlo, per quanto possibile, senza ambiguità e senza sottacere alcunché rispetto a ciò che è stata la mia esperienza durante i molti anni del confronto con essa.

Tuttavia, devo avvertire il lettore che ciò che mi accingo a scrivere potrebbe non piacere per nulla. Vi sono, infatti, taluni tópoi (nel senso di luoghi comuni) che farò semplicemente a pezzi, nonostante il radicamento profondo che hanno in ciascuno di noi. Mi riferisco a meccanismi di vario tipo, da quelli che vorrebbero attribuire a tale parte un genere femminile piuttosto che maschile, a quelli che proiettano su quest’oggetto contenuti che non gli appartengono affatto quali l’amore, la fratellanza, la gioia, piuttosto che la colpa, il bisogno d’espiazione o di apprendimento. Continua a leggere Anima

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Another Day, Another Chance

Camminan di bolina
al freddo di prima mattina
legnosi nei pastrani
come talpe dentro
brache di fustagno

occhi crepati, vene aguzze
maculati
denti neri di tabacco
barbe di setola e allumina
anche l’alba che li coglie
livida di bardolino
porta rispetto e fa un inchino

(Vinicio Capossela, L’Accolita dei Rancorosi)

Seduto sulla sponda del letto, lottava per uscire dal Nulla. Come ogni mattina, svuotava la vescica, passava lo spazzolino sui denti e la lingua per liberarli dall’afrore di morte e, infine, versava acqua sul viso e sul capo, come a scuotere la macchina inceppata e restia al movimento, il tutto in una sequenza antica, sempre uguale a se stessa e, infine, incomprensibile. E, poi, fuori. Camminando di bolina, dentro un’alba livida, cercando al più di raggiungere una meta banale che gli facesse dimenticare l’insensatezza del nuovo giorno. Continua a leggere Another Day, Another Chance

Il Vecchio e la Strega

Un giorno, la Strega volle raccontare al Vecchio del suo incontro con Anima.

Il Vecchio naturalmente la ascoltò in silenzio. Era sornione, il Vecchio, e lasciò che la donna narrasse ogni dettaglio, senza interromperla.

Risate fragorose e silenzi prolungati, era questo uno dei suoi modi preferiti di trattare i giovani talenti e questo era tanto più vero, quanto più costoro erano vicini a oggetti così potenti e pericolosi come le loro Anime. Continua a leggere Il Vecchio e la Strega