The Monadic Cloud

Con il tempo, la descrizione muta, divenendo sempre più astratta e potente. L’agenda di tali mutamenti è dettata dalla parte femminile del Filo, mentre alla parte maschile resta il compito di renderla coerente e comprensibile.

Ebbene, l’ultimo mutamento, per il quale ringraziamo la nostra sovrana, riguarda la descrizione della Parte Immortale che, almeno sino a ora e in determinate circostanze, è stata definita Gregge Monadico. Ora, come del resto ho rimarcato più volte, il problema più grande che si pone quando si cerca di descrivere la Parte Immortale è che ogni caratterizzazione che se ne fa, porta alla creazione di un parassita. E questo è un problema giacché la moltiplicazione dei parassiti (leggi, moltiplicazione inutile della complessità) è sempre un errore. Continua a leggere The Monadic Cloud

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Nuclei Alogeni

L’Inizio

Era il 1961 e avevo quattro anni. Con mia madre, stavo passando l’estate da sua sorella, in un piccolo paese vicino al confine austriaco. Gli zii vivevano proprio all’imbocco dell’abitato, in una casa a tre piani che lo zio aveva ereditato da suo padre. La casa aveva una cucina abitabile al piano terra e altre due camere e un bagno sugli altri due piani.

Ricordo che una sera, forse poco dopo le nove, mia madre mi portò a letto, nella stanza posta al secondo piano. Di seguito, ricordo che ero sveglio in questo letto e che lei non c’era più. Non so quanto restai in quella situazione. Quel che so è che, a un certo punto, si aprì una visione atterrente nella quale ero ai piedi di un gigantesco drago di color verde-oro. Ricordo che era alto come un palazzo e che io stavo proprio in mezzo a questi enormi piedi verdi che avevano artigli ricurvi e di un nero lucente. Continua a leggere Nuclei Alogeni

Dinamica Endecadimensionale – Tempo

Abstract

Quel che vorrei cercare di descrivere in quest’articolo è uno specifico aspetto del funzionamento di ciò che ho denominato Campo Endecadimensionale (CE). A tale proposito, ricordo che il CE rappresenta propriamente l’aspetto dinamico del Multiverso, ossia del super-insieme composto da 2048 universi (tra i quali, anche il nostro) che definisco, altresì, la Creatura.

Ebbene, ciò che mi appresto a rappresentare è un’ipotesi di funzionamento del CE tramite le proprie, specifiche ipostasi, ossia le undici dimensioni che, grazie a combinazioni semplici, danno origine a tutti i 2048 universi esistenti.

Di seguito, intendo proporre un’ipotesi di lettura per una specifica anomalia che ritengo presente nella dimensione Tempo. Continua a leggere Dinamica Endecadimensionale – Tempo

Il Campo Endecadimensionale

Il Carro Arcani Maggiori
[Nota del 19 maggio 2017 – Purtroppo, per una banale svista, l’articolo è andato in pubblicazione privo della formula usata per il calcolo delle combinazioni semplici. Mi scuso per l’inconveniente e auguro a tutti buona lettura]

Multiverso

L’universo nel quale esistiamo è contenuto in un indicibile oggetto denominato Multiverso. Un oggetto che, per quanto grande, ha tuttavia un’estensione finita (discreta) e che è descrivibile come una struttura a undici dimensioni la quale (attualmente) contiene 2048 universi, compreso il nostro.

Tale numero è determinabile sulla base di combinazioni semplici ottenibili muovendo dalla base delle 11 dimensioni previste dalla M-Theory. È, perciò, evidente che qualora il numero delle dimensioni fosse diverso da quanto previsto da quella teoria, cambierebbe sia il numero totale degli universi, sia la nomenclatura qui adottata (ma non la logica di base). Tuttavia, siccome da qualche parte bisogna iniziare, ipotizziamo che il numero complessivo delle dimensioni reggenti questo Multiverso sia undici. Per chiarezza, ripropongo qui quanto già pubblicato in Keter, ossia l’ipotesi di uno schema che, come detto, evolve in base al calcolo di combinazioni semplici basate, quindi, sulle seguenti regole: Continua a leggere Il Campo Endecadimensionale