I doni del lato oscuro

La maggior parte delle discipline nascondono effetti negativi, essendo concepite non per liberare, bensì per limitare. Non chiedete Perché E siate cauti col Come. Perché? conduce inesorabilmente al paradosso.
Come? v’intrappola in un universo di causa ed effetto.
Entrambi negano l’infinito.
Gli Apocrifi di Arrakis
– Gli eretici di Dune –

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Mandela Effect

La Giustizia Arcani Maggiori

Mandela Effect (Seconda Parte)

Premessa

Ho già trattato, ancorché incidentalmente, questo argomento in un articolo precedente. Qui vorrei approfondirne taluni aspetti, ovviamente, su di un piano puramente ipotetico. E inizierei portando un esempio concreto, un fatto realmente accaduto a una persona che conosco e che appare senz’altro riconducibile alla casistica in discorso.

La persona, che chiameremo Amelia, è una giovane donna di grande intelligenza e, cosa che non guasta mai, di bell’aspetto la quale lavora con mansioni di portineria in una struttura amministrativa, in una città del centro Italia. Amelia, fra i suoi compiti, ha quello di compiere, poco prima dell’orario di chiusura, il giro dell’intera struttura per verificare che ogni accesso sia chiuso e che le stanze siano in ordine. Continua a leggere Mandela Effect

Danza Folle – Le Pulsioni Down e Up

Abstract

Il presente lavoro intende descrivere le due pulsioni fondamentali, qui denominate rispettivamente Down e Up, responsabili dirette della creazione del Campo Psichico e che caratterizzano la base dinamica della psiche di ciascun individuo.

La Pulsione Down (Push Down – PD) è generata dalla parte epimeteica di noi (Latone), la Pulsione Up (Push Up – PU) da quella prometeica (Rosso) e possono entrambe essere descritte come la manifestazione squisitamente psichica di queste due forze. Questo lavoro, quindi, è un approfondimento specifico della “Teoria dei Campi psichici”. Continua a leggere Danza Folle – Le Pulsioni Down e Up

Danza Folle e Momento Agente

Multiverso

Postulato fondamentale del presente articolo è che il linguaggio sia lo strumento che usiamo per descrivere e, di conseguenza, sostenere la virtualità poiché, tramite il linguaggio, essa è ricreata costantemente.

L’intento di quest’articolo, quindi, è cercare di chiarire, nei limiti del possibile, cosa voglia dire “ricreare la virtualità”, nonché formulare delle ipotesi riguardo al modo con il quale tale ricreazione avviene, individuandone l’origine, l’ampiezza e, di conseguenza, gli eventuali limiti.

Mi scuso fin d’ora con il lettore per quella che potrebbe apparire come una maggiore complessità dello scritto in essere. Del resto, l’argomento trattato lo richiede, non potendo semplificare, oltre un certo limite, concetti obbiettivamente complessi e, di conseguenza, più difficili da trattare.

Immaginate un oceano infinito, una massa d’acqua indistinta, sconfinata, potentissima e in perenne movimento. Ora, immaginate il rubinetto dell’acqua nella cucina di casa vostra. Immaginatelo aperto e con un filo d’acqua che vi scorre attraverso con una forma, un’energia e una direzione definite (discrete, direbbe un matematico). Continua a leggere Danza Folle e Momento Agente