Danza Folle e Momento Agente

Multiverso

Postulato fondamentale del presente articolo è che il linguaggio sia lo strumento che usiamo per descrivere e, di conseguenza, sostenere la virtualità poiché, tramite il linguaggio, essa è ricreata costantemente.

L’intento di quest’articolo, quindi, è cercare di chiarire, nei limiti del possibile, cosa voglia dire “ricreare la virtualità”, nonché formulare delle ipotesi riguardo al modo con il quale tale ricreazione avviene, individuandone l’origine, l’ampiezza e, di conseguenza, gli eventuali limiti.

Mi scuso fin d’ora con il lettore per quella che potrebbe apparire come una maggiore complessità dello scritto in essere. Del resto, l’argomento trattato lo richiede, non potendo semplificare, oltre un certo limite, concetti obbiettivamente complessi e, di conseguenza, più difficili da trattare.

Immaginate un oceano infinito, una massa d’acqua indistinta, sconfinata, potentissima e in perenne movimento. Ora, immaginate il rubinetto dell’acqua nella cucina di casa vostra. Immaginatelo aperto e con un filo d’acqua che vi scorre attraverso con una forma, un’energia e una direzione definite (discrete, direbbe un matematico). Continua a leggere Danza Folle e Momento Agente

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