Lo Scopo

Sono passati eoni da quando ho memoria dell’ultimo mio ricordo.
Ero piccolo, e mi reputavo insignificante di fronte all’immenso.
Eppure, se qualcuno avesse potuto osservarci da fuori, persino io sarei stato parte di quel paesaggio…e più quel testimone si fosse allontanato, più i miei confini sarebbero spariti, fusi con tutto quanto il resto.
E se quell’occhio esterno, poi, avesse preso a valutare la sua stessa essenza, e avesse altresì scoperto di appartenere, anch’esso, al medesimo paesaggio osservato?
Può esserci un inizio laddove non si trova fine?
E che fine sarà mai, la nostra, nel mezzo di cotanta eternità…? Continua a leggere Lo Scopo

Gli Immortali – Keter

Guerriero di Capestrano
  1. Gli Immortali
  2. Gli Immortali – La Quinta Dimensione
  3. Gli Immortali – La Grande Ottava della Consapevolezza
  4. Gli Immortali – Il Distacco
  5. Gli Immortali – Microcosmo

L’aspetto più profondo e importante dell’intera esperienza duale è sempre determinato dall’architettura di Keter, ossia la macchina attraverso la quale la Coscienza Creatrice manifesta se stessa negli organismi viventi e che esistono nella Dualità.

Come ho già avuto modo di descrivere, in una creazione 5D, Keter espone un assetto simmetrico, mentre durante l’esperienza in 4D, tale assetto è variamente asimmetrico.

Cercherò, quindi, di trattare brevemente i diversi modi che l’assetto di Keter può presentare, nonché le conseguenze più rilevanti che questo ha prodotto (e produce) sull’evoluzione della “Grande Ottava della Consapevolezza” (GOC). Continua a leggere Gli Immortali – Keter

Gli Immortali – Microcosmo

Guerriero di Capestrano
  1. Gli Immortali
  2. Gli Immortali – La Quinta Dimensione
  3. Gli Immortali – La Grande Ottava della Consapevolezza
  4. Gli Immortali – Il Distacco

Due cervelli – Il Brain Esteso

Se l’Uomo, nella creazione a quattro dimensioni, era descrivibile come un animale a tre cervelli, l’Immortale è rappresentabile come un’entità a due cervelli poiché, lasciando il supporto fisico, ha perduto il centro rettile e ha spostato il vertice della propria struttura gerarchica nel centro emozionale. Continua a leggere Gli Immortali – Microcosmo

Il Vecchio e la Strega

Un giorno, la Strega volle raccontare al Vecchio del suo incontro con Anima.

Il Vecchio naturalmente la ascoltò in silenzio. Era sornione, il Vecchio, e lasciò che la donna narrasse ogni dettaglio, senza interromperla.

Risate fragorose e silenzi prolungati, era questo uno dei suoi modi preferiti di trattare i giovani talenti e questo era tanto più vero, quanto più costoro erano vicini a oggetti così potenti e pericolosi come le loro Anime. Continua a leggere Il Vecchio e la Strega

Danza Folle e Momento Agente

Multiverso

Postulato fondamentale del presente articolo è che il linguaggio sia lo strumento che usiamo per descrivere e, di conseguenza, sostenere la virtualità poiché, tramite il linguaggio, essa è ricreata costantemente.

L’intento di quest’articolo, quindi, è cercare di chiarire, nei limiti del possibile, cosa voglia dire “ricreare la virtualità”, nonché formulare delle ipotesi riguardo al modo con il quale tale ricreazione avviene, individuandone l’origine, l’ampiezza e, di conseguenza, gli eventuali limiti.

Mi scuso fin d’ora con il lettore per quella che potrebbe apparire come una maggiore complessità dello scritto in essere. Del resto, l’argomento trattato lo richiede, non potendo semplificare, oltre un certo limite, concetti obbiettivamente complessi e, di conseguenza, più difficili da trattare.

Immaginate un oceano infinito, una massa d’acqua indistinta, sconfinata, potentissima e in perenne movimento. Ora, immaginate il rubinetto dell’acqua nella cucina di casa vostra. Immaginatelo aperto e con un filo d’acqua che vi scorre attraverso con una forma, un’energia e una direzione definite (discrete, direbbe un matematico). Continua a leggere Danza Folle e Momento Agente

Stato Terzo ed Eversione

Ieri mi è accaduto di “postare” alcune considerazioni su Facebook riguardanti gli stati di Coscienza noti come Uno e Dualità. Considerazioni seguite da un riferimento preciso a ciò che altrove (Teologia della Liberazione e Keter) ho definito rispettivamente Danza Folle e Stato Terzo. Ecco, l’articolo nasce dalla reazione di alcuni utenti. In particolare, dalla confusione che ho rilevato farla da padrone nelle loro personali descrizioni.

Non m’interessa riportare le discussioni. M’interessa un livello d’analisi più generale e che riguarda quella che potrebbe essere l’autentica, profonda rivoluzione generata da un concetto come lo Stato Terzo. Un livello d’eversione che ha a che fare con il modo con il quale l’uomo, almeno sino a oggi, ha pensato se stesso all’interno di tutto ciò che riteniamo possa esistere. Quel che, infatti, è emerso dalle descrizioni degli utenti di FB è stata un’impostazione fondamentale, uguale per tutti, a prescindere dal contenuto delle rispettive descrizioni. Un’impostazione che, piuttosto ovviamente, ha a che fare con “dio” e con il ruolo che quest’oggetto ha ricoperto nel sistema durante i millenni trascorsi dal primo sorgere della consapevolezza.

Sin da quel primo istante, infatti, l’uomo ha avuto, a livello mentale, uno scopo unico e cogente: fuggire da se stesso per la paura scatenata in lui dalla percezione del proprio potere creativo. E questo è stato fatto semplicemente delegando quel medesimo potere a qualcosa d’altro, qualcosa di talmente grande e assoluto da poter essere definito, senza alcun pericolo per la tenuta del sistema, onnipotente.

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